Lectio divina su 1Ts 1,1-10

Conclusione
«Dei Verbum religiose audiens et fidenter proclamans…» («In religioso ascolto della Parola di Dio e proclamandola con ferma fiducia…»: Dei Verbum 1): così, oltre quarant’anni fa, si apriva la costituzione conciliare sulla Rivelazione. Nel 1967 l’allora cardinale Joseph Ratzinger scriveva commentando questo testo: «È come se tutta la vita della chiesa si trovasse raccolta in questo ascolto da cui soltanto può procedere il suo atto di parola». Solo un’ecclesia audiens può anche essere ecclesia docens perché la Parola che la chiesa annuncia e testimonia non è sua, ma di Dio: questo è avvenuto per la comunità di Tessalonica, questo avviene per la chiesa di ogni tempo.

Sì, la Parola di Dio cresce e si moltiplica
corre
riecheggia
opera.

Rispondere a questa Parola entrando nel dialogo iniziato da Dio è ciò a cui è invitata l’umanità: la missione della chiesa consiste nel farsi eco di tale Parola perché ogni uomo possa ascoltarla come rivolta a sé, come Parola salvifica, e lasciarsi illuminare da essa. Lo aveva ben compreso Paolo quando concludeva il suo discorso di testamento rivolto agli anziani della chiesa di Efeso dicendo: «Vi affido al Signore e alla Parola della sua grazia, che ha il potere di edificare» (At 20,32). A questa stessa Parola anch’io vi affido questa sera.

Grazie.

Enzo Bianchi
Priore di Bose