Omelia di mons. Alberto Silvani, vescovo di Volterra

Pieve di Cellole, 7 aprile 2013
mons. Alberto Silvani, vescovo di Volterra

 

Pieve di Cellole, 7 aprile 2013


in occasione della benedizione del Monastero di Cellole

Oggi è una data storica non solo per la Comunità di Bose, ma soprattutto per la Diocesi di Volterra. Dopo quattro anni di preparazione, accogliamo con gioia i monaci che hanno scelto di vivere qui la loro specifica vocazione, iniziamo insieme un cammino che condivideremo fino a quando la Provvidenza ce lo concederà, uniti nella testimonianza delle realtà invisibili da rendere al nostro mondo e nella preghiera corale che ogni giorno da qui salirà a Dio.

La Comunità che inizia qui il suo cammino si presenta come una fraternità, e si propone di realizzare la continuazione della comunità descritta nella lettura appena ascoltata: ‘Io, Giovanni, vostro fratello e compagno nella tribolazione, nel regno e nella perseveranza in Gesù’ (Ap 1,9). Giovanni si rivolge alla sua comunità presentandosi come fratello e compagno perché c’è qualcosa che accomuna chi parla e chi ascolta, il mittente e i destinatari: la fratellanza che deriva dal fatto di avere un solo Padre, quello che è nei cieli, ed un fratello maggiore che ‘il Santificatore’. Leggiamo nel vangelo di Mt: ‘Voi non fatevi chiamare «rabbì», perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate «padre» nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste’ (Mt 23,8-9). Ancora più chiaro è l’autore della Lettera agli Ebrei: ‘Colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo: Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio’(Eb 2,11.12.17).

Questa fratellanza, che proviene dal fatto di essere figli dell’unico Padre e che si è manifestata con la missione del Figlio Unigenito, concretamente si realizza ‘nella tribolazione, nel regno e nella perseveranza in Gesù’. La tribolazione è la condizione dei discepoli di Gesù nel mondo, una condizione che ogni credente è chiamato ad attraversare quando vive realmente la logica del vangelo. I cristiani però non partecipano solamente alla tribolazione, ma per la loro sequela di Cristo crocifisso e risorto sono costituiti regno, popolo regale. Nella tribolazione come nel regno, ciò che fa l’identità della comunità cristiana, l’elemento che tutto sostiene, è la fede in Gesù risorto, professata e manifestata con beatitudine: ‘Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!’(Gv 20,29), dice Gesù a Tommaso. [...]

A questo proposito vale la pena di ricordare quanto scrive il papa Benedetto XVI nella conclusione dell’enciclica sociale Caritas in veritate: ‘Lo sviluppo ha bisogno di cristiani con le braccia alzate verso Dio nel gesto della preghiera, cristiani mossi dalla consapevolezza che l’amore pieno di verità, da cui procede l’autentico sviluppo, non è da noi prodotto ma ci viene donato. ‘ Lo sviluppo implica attenzione alla vita spirituale, seria considerazione delle esperienze di fiducia in Dio, di fraternità spirituale in Cristo, di affidamento alla Provvidenza e alla Misericordia divine, di amore e di perdono, di rinuncia a se stessi, di accoglienza del prossimo, di giustizia e di pace’ (n. 79).

Ebbene, il Signore, che è sempre meraviglioso non solo nelle grandi cose ma anche nelle piccole, si è ricordato di noi e ci visita con la presenza di questi monaci della Comunità di Bose. La loro presenza sia richiamo per tutti a considerare i valori dello spirito, e sia alimento per il rinnovamento della vita di fede che ci proponiamo di fare in quest’anno. Noi tutti diamo loro il nostro piccolo contributo di preghiera, di accoglienza, di simpatia, affinché il piccolo seme gettato cresca e porti i suoi frutti. La grazia del Signore farà molto di più di quanto possiamo immaginare.

mons. ALBERTO SILVANI
vescovo di Volterra

7 aprile 2013 - inizio vita fraterna a Cellole  

Monastero di Bose - Fraternità di Cellole

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