Il volto, epifania e mistero: letture dai due Testamenti

Il volto, epifania e mistero: letture dai due Testamenti

23 - 28 Luglio 2018

(Salva su calendario)

Italia

a cura di Massimo Grilli, Pontificia Università Gregoriana

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L’esperienza di Dio - e dunque ogni autentica esperienza di fede - può essere ricondotta all’esperienza del Volto, come canta il Sal 27,8: "Cercate il mio volto; il tuo Volto Signore io cerco, non nascondermi il tuo Volto". La ricerca del Volto di Dio è il caso serio di ogni credente. Lo dimostra la storia di Mosè, desideroso di vedere il Volto di Dio, senza esserne in grado perché" nessun uomo può vedermi e restare vivo" (Es 33,20). Un midrash racconta, però, che prima di morire sul monte Nebo, Mosè ricevette un bacio da Dio. E così colui che non aveva potuto guardare il Volto di Dio muore quando Dio lo bacia: metafora del mistero della vita e di Dio stesso.
Ma il Volto non connota soltanto Dio e la sua ricerca: il Volto è anche metafora dell’uomo nella sua più alta espressione. Si dice comunemente che l’uomo "ha un volto", ma sarebbe più giusto dire che l’uomo "è un Volto". Il Volto infatti - come del resto il Nome - concerne l’identità della persona, la definisce, la rivela, la mette in relazione. Cosa saremmo senza un Volto? Lo aveva intuito Emmanuel Lévinas, che fa del Volto una delle categorie fondamentali dell’etica: "Il Volto è ciò che non si può uccidere, o almeno ciò il cui senso consiste nel dire: tu non ucciderai!". Le letture bibliche che mediteremo, dal Primo e dal Nuovo Testamento, riguarderanno questa suprema esperienza del cammino di fede.


Per iscrizioni:

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dal lunedì al sabato eccetto sabato sera
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