Messaggio di Ignazio IV, Patriarca di Antiochia

XIX Convegno Ecumenico Internazionale di spiritualità ortodossa
LA PAROLA DI DIO NELLA VITA SPIRITUALE
Bose, 7-10 settembre 2011
in collaborazione con le Chiese Ortodosse

+ Ignazio IV, Patriarca di AntiochiaMESSAGGIO DI IGNAZIO IV, PATRIARCA DI ANTIOCHIA

Antiochia, 7 settembre 2011

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo

Reverendo padre Bianchi
con i fratelli e le sorelle di Bose
vi mando alcune parole rivolte a voi e ai partecipanti
al XIX Convegno Ecumenico Internazionale
di spiritualità ortodossa

Noi non siamo come coloro che fanno affari con la Parola di Dio, noi parliamo tramite Cristo e usiamo parole di uomini giusti, parole degli apostoli di Dio, alla presenza di Dio.

"La nostra lettera, scritta nei nostri cuori, siete voi, lettera conosciuta e letta da tutti gli uomini;  è noto che voi siete una lettera di Cristo, scritta mediante il nostro servizio, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente; non su tavole di pietra, ma su tavole che sono cuori di carne." (Cfr. 2Cor 3, 2-3)

Dio è colui che ci ha permesso di ottemperare al nuovo patto. Un patto spirituale che non è fatto di pietra perchè la lettera uccide mentre invece lo Spirito dà la vita. La nostra storia nella chiesa non è una storia di testi letterali ma piuttosto una storia di vita. Quando san Paolo ha scritto la sua lettera ai Corinzi scriveva come se non riconoscesse ciò che lui medesimo aveva scritto. Infatti diceva a loro "anche se ci fossero davanti a voi dei testi scritti con dell'inchiostro io non ve li ho scritti, io vi ho scritto non su tavole di pietra ma sui vostri cuori".

La cosa più pericolosa è considerare che la Parola di Dio fosse scritta sulla carta. Non sarebbe la Parola di Dio, a meno che non fosse scritta sulle tavole dei nostri cuori. Nei cuori di tutti noi. Non siete stati battezzati e siete rinati? Ecco questo è ciò che è stato aggiunto alla vita dei fedeli. Non è per pura coincidenza che san Paolo aveva scritto ai Corinti per metterli in guardia dalla lettera della legge mosaica. Egli appunto alludeva a un testo scritto su tavole di pietra, un testo dato a Mosè sul monte Oreb. Li metteva così in guardia addirittura proprio da questo testo, il testo mosaico, per il suo significato letterale, e cercava di dir loro che c'è qualcosa che sta dietro alla lettera e che è di maggior importanza rispetto alla letterarietà medesima.

Ci si dovrebbe chiedere se dopo tanti anni spesi a trattare quanto attiene a Dio il Padre e al Signore Gesù Cristo, uno si dovrebbe fare la domanda seguente: che cosa è stato raccolto alla fin fine? Uno dovrebbe aver raccolto la santità, maggior forza e la trascendenza nello Spirito.

Ribadisco i miei auguri per il successo del Convegno, speriamo che sia una opportunità per crescere nella santità per tutti noi.

+ Ignazio IV, Patriarca di Antiochia

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