Messaggio del Metropolita d'Italia e Malta, Gennadios

XVIII Convegno Ecumenico Internazionale di spiritualità ortodossa
COMUNIONE E SOLITUDINE NELLA TRADIZIONE ORTODOSSA
Bose, 8-11 settembre 2010
in collaborazione con le Chiese Ortodosse

+ GENNADIOS, Arcivescovo Metropolita Ortodosso D'Italia e MaltaMESSAGGIO DI GENNADIOS, METROPOLITA D'ITALIA E MALTA
 
Al Reverendissimo Priore
della Comunità di Bose

Padre ENZO BIANCHI

Con immenso piacere rivolgo al Lei Reverendissimo Signor Priore, agli Eminentissimi ed Eccellentissimi Vescovi, ai Venerabili Padri e Madri, agli esimi Professori, e a tutti i Fratelli e Sorelle presenti al XVIII Convegno Ecumenico Internazionale di Spiritualità Ortodossa, il mio cordiale Saluto e quello della nostra Arcidiocesi.

Ancora una volta la amata Comunità di Bose ed il Suo Comitato Scientifico offrono alla attenzione dei partecipanti, ma anche a tutto il pleroma delle nostre Chiese un così profondo tema su cui discutere, meditare e proporre: COMUNIONE E SOLITUDINE.

Questi due assiomi che in un primo momento sembrerebbero agli antipodi del pensiero prima umano e poi religioso, in realtà sono così vicini ed intersecati l'uno con l'altro. L'uomo fin dalla sua creazione ha sperimentato questa duplice realtà, realtà infatti che fa parte del suo proprio comportamento. Ma quando questa realtà è stata santificata dal nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo, essa ha preso una nuova dimensione. Cristo stesso non ci propone un modello unico ed assoluto di vita, ma ci fa comprendere come Comunione e solitudine sono parte di un unico processo di avvicinamento alla vita in Dio. Quando Gesù resta nel deserto quaranta giorni o quando si pone in disparte a pregare nei Getsemani, o quando grida dalla Croce il suo abbandono, allora questa "ERIMIA" del Figlio di Dio da nuova linfa alla "KOINONIA".

Allo stesso tempo la vita di comunione di Cristo con i suoi Discepoli, ma e soprattutto con l'Uomo in generale, allora comprendiamo come questa stessa Comunione sia la forza per il deserto, cioè quel cammino che ogni uomo e donna, singolarmente, devono percorrere per abbracciare lo Sposo.

La storia della Chiesa quindi ci ha proposto nelle diverse epoche, in Oriente come in Occidente, differenti forme di Comunione e solitudine. Pensiamo al grande Movimento monastico in Egitto o in Palestina, in Siria e poi al Monte Athos fino alle Grandi Lavre della Rus' come alle grandi Abazie in Occidente.

Ricordiamo i grandi Padri del Monachesimo Antonio, Macario, Pacomio, Benedetto, che hanno santificato con le loro vite ogni forma di monachesimo una intrinseca nell'altra e mai una un contrapposizione con l'altra.

Comunione e solitudine sono anche la storia della Chiesa. Le nostre Chiese alle volte hanno relativizzato una forma piuttosto che l'altra. Facendo questo però spesso si sono trovate divise se non anche in contrapposizione tra loro.
Questa è anche la esperienza delle nostre Chiese Ortodosse nella Disapora. Molte volte c'è stato il tentativo che ogni Chiesa locale, presente in un dato territorio, vivesse la sua Solitudine in contrapposizione alle altre, per poter mantenere una sua precisa vocazione, o peggio una sua propria etnicità. Ma la vita della Comunione Trinitaria non può che santificare la vita di comunione delle Chiese tra loro e con il resto del Mondo cristiano. Le Assemblee dei Vescovi canonici sono oggi per noi una Comunione vera e profonda che rispetta e valorizza la specificità di ognuno.

Carissimi Fratelli e Sorelle,

Questi Convegni della Comunità di Bose sono una manna per le nostre Comunità Ortodosse qui in Italia; la pubblicazione degli atti come dei tanti libri che la comunità propone e le traduzioni che prepara, divengono un nutrimento importante per tutti i nostri fedeli e una collaborazione e conoscenza feconda con i nostri fratelli cattolici. Oggi, che la presenza ortodossa in Italia rappresenta la seconda religione del paese, è quanto mai importante poter contare su questi momenti così profondi e condividere con i fratelli così rispettosi ed amati, come le Sorelle ed i Fratelli della Comunità di Bose, ogni momento della nostra vita spirituale.

A nome anche dei Confratelli Vescovi della Assemblea Episcopale Ortodossa d'Italia e mio personale, giunga a tutti l'augurio di buona partecipazione e buon lavoro, mai mancando il ricordo nella preghiera. L'Archimandrita del Trono Ecumenico Athenagoras, e la Igumena Sevastianì, grandi amici di Bose e dei suoi Convegni, rappresenteranno la nostra umile persona e la nostra Arcidiocesi.

Con l'abbraccio ed il bacio di pace.

+ GENNADIOS
Arcivescovo Metropolita Ortodosso D'Italia e Malta

Venezia, 7 Settembre 2010

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