Messaggio di Samuel Kobia, segretario generale del WCC

XVI Convegno Ecumenico Internazionale di spiritualità ortodossa
LA PATERNITÀ SPIRITUALE NELLA TRADIZIONE ORTODOSSA
Bose, 18-21 settembre 2008
in collaborazione con le Chiese Ortodosse

Pastore Samuel Kobia, Segretario generale del Consiglio ecumenico delle ChieseMESSAGGIO DI SAMUEL KOBIA, SEGRETARIO GENERALE DEL WCC

Ginevra, 15 settembre 2008

Caro padre Enzo, priore del Monastero,
Cari fratelli e sorelle, membri della Comunità monastica di Bose,
Eminenti partecipanti al Convegno,

Sincere felicitazioni per questo 16° Convegno ecumenico internazionale sulla spiritualità ortodossa, evento ecclesiale, accademico, spirituale ed ecumenico che riunirà al Monastero di Bose, una volta ancora, numerosi rappresentanti di tutte le tradizioni cristiane.

Quest’anno seguiremo con molto interesse le presentazioni e le conclusioni sul tema della Paternità spirituale nella tradizione ortodossa. Con nostro grande dispiacere, però, e per la prima volta da qualche anno, il Consiglio ecumenico delle Chiese non sarà rappresentato. Siamo tutti mobilitati per la preparazione della riunione del Comitato esecutivo che si terrà in questi stessi giorni in Germania. Tuttavia i miei colleghi ed io saremo presenti tra voi in spirito e preghiera.

Il tema scelto per il 16° Convegno ha una potenzialità enorme per il nostro cammino oggi attraverso le numerose difficoltà e i grandi ostacoli sulla via dell’unità dei cristiani.

La tradizione cristiana della guida spirituale risale agli stessi apostoli, come, per esempio, l’Apostolo delle Genti Paolo, che circonda i propri discepoli di amore e tenerezza, guida i loro passi, segue con attenzione i loro ministeri, li incoraggia e li corregge secondo le circostanze e assicura il loro radicamento nella vita evangelica. I suoi collaboratori più preziosi sono i suoi «bambini», dei figli e delle figlie in Cristo, dei figli e delle figlie spirituali.

Questa tradizione ha trovato la sua espressione, per eccellenza, nella pratica della paternità e maternità spirituali, esercitate fin dal quarto secolo dai monaci e dalle monache, dagli uomini e dalle donne che si sono ritirati nel deserto. Essi sono divenuti molto presto poli d’attrazione spirituale, soprattutto quando i giovani di questo periodo – a anche i fedeli attraverso le epoche e le generazioni – cercavano consiglio presso una persona che avesse consacrato la propria vita alla preghiera, all’ascesi e alla lotta spirituale; una persona che potesse servire allo stesso tempo da modello e da guida nella ricerca di una vita evangelica.

È vero che la paternità e la maternità spirituali vengono assai spesso identificate con i monaci e le monache, ma esse sono state indubbiamente praticate anche nella vita di tutti i giorni da preti e da laici che avevano consacrato la loro vita intera al servizio di Cristo e del suo Evangelo, e che tentavano di vivere in pienezza questa verità evangelica capace di trasformare il mondo.

Sono particolarmente fiero che anche il movimento ecumenico possa riferirsi a numerosi esempi di guide spirituali, di uomini e di donne che hanno dato prova – alla loro maniera e nei rispettivi contesti – del dono del discernimento, della capacità di amare gli altri e del potere di trasformare l’ambiente umano (per riprendere i tre carismi del padre spirituale descritti dal Metropolita Kallistos Ware).

Sono dunque riconoscente perché, in occasione di questo 16° Convegno, abbiate voluto presentare la vita, l’opera e la testimonianza del Metropolita Emilianos di beata memoria. Il Metropolita Emilianos, che molti tra di noi avevano l’onore di conoscere, era una vera guida spirituale del nostro tempo, che ha servito il Cristo con fedeltà e passione. Operaio instancabile e infaticabile, è rimasto a disposizione della sua Chiesa, il Patriarcato Ecumenico; ha servito il dialogo tra le Chiese e le tradizioni cristiane e lo ha praticato in atti e parole durante lunghi anni; ha lasciato la sua impronta in seno al Consiglio ecumenico delle Chiese dove ha trascorso gli anni più produttivi della sua vita e del suo ministero; ha incoraggiato il movimento monastico che ha tanto desiderato vedere svilupparsi in forza spirituale capace di operare per la riconciliazione e l’unità dei cristiani.

Vi auguriamo un incontro ricco di esperienze e di conclusioni. Cogliamo l’occasione di questo incontro ecumenico internazionale per sottolineare, una volta ancora, l’importanza della nostra collaborazione sulla via dell’unità cristiana. Vi preghiamo di gradire, cari fratelli e care sorelle in Cristo, i nostri cordiali saluti.

Pastore Samuel Kobia
Segretario generale
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