Messaggio di Aleksandr, Metropolita di Astana e Kazachstan

XXIV Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa
MARTIRIO E COMUNIONE
Monastero di Bose, 7-10 settembre 2016
in collaborazione con le Chiese ortodosse

Messaggio Aleksandr, Metropolita di Astana E Kazachstan

Aleksandr kazakistan

Eminenze reverendissime, Eccellenze,
caro padre Enzo, padri, fratelli e sorelle, cari amici!


Con tutto il cuore rivolgo il mio augurio a tutti voi per questo importante evento nella storia del dialogo interconfessionale: il presente convegno dedicato a “Martirio e comunione” al monastero della Trasfigurazione di Bose. Ebbi occasione di vistare questo monastero molti anni fa, in qualità di partecipante alla prima edizione di questa serie di simposi. Sino ad ora conservo nel mio cuore i ricordi più belli e vivi degli incontri con i fratelli della comunità e i partecipanti di quel primo convegno. Sono convinto che lo spirito della fede cristiana, della speranza, dell’amore, della sapienza e della pace che viene dal Signore regni anche oggi tra le mura del monastero della Trasfigurazione.

Il tema del convegno è particolarmente attuale per i nostri giorni. È noto l’adagio che la Chiesa di Cristo si edifica sul sangue dei martiri. Lo stesso Salvatore e Signore nostro Gesù Cristo con la sua morte-testimonianza sulla croce ci rivela il senso del martirio. La Chiesa custodisce innumerevoli esempi di martirio a causa di Cristo: dai primi secoli di persecuzioni contro il cristianesimo nell’Impero romano allo scorso xx secolo in Unione sovietica, fin all’inizio del terzo millennio in Medio oriente. Gli esempi della vita dei martiri ci mostrano eloquentemente come il Regno di Dio, annunciato all’umanità, patisca violenza, e quanto sforzo sia necessario all’uomo per entrarvi: essere fedele a Cristo fino alla morte. Quando il vescovo ordina un nuovo pastore della Chiesa di Cristo, quando nella chiesa si compie il sacramento del matrimonio, cioè la santificazione di una nuova unione coniugale, quando viene consacrata una nuova chiesa, si canta il tropario: “Santi martiri, che avete sofferto virtuosamente e ricevuto la corona, pregate i Signore che salvi le nostre vite!”. In tal modo la Chiesa ci mostra che tutto ciò che nasce in essa, è santificato dalla passione sulla croce del suo fondatore, Cristo nostro Dio, che ci ha redenti con il suo sangue e ci ha liberato dalla maledizione e dalla morte. Mostra ancora che la nostra salvezza si compie nella comunione di preghiera con i martiri, grazie alla loro intercessione al Signore.

La terra del Kazachstan, dove svolgo il mio ministero ecclesiale, è una regione in cui hanno sofferto una moltitudine di nuovi martiri e confessori di tutta la Russia. Tra di loro i vescovi martiri Pimen di Vernyj, Nikolaj metropolita di Alma-Ata, il santo schiarchimandrita Sevastian, i santi monaci martiri Serafim e Feognost e molti altri. L’esempio della loro vita, il loro martirio, è una viva comunioni con noi, cristiani dei nostri giorni, che allo stesso modo dobbiamo essere pronti in ogni momento della nostra vita a prendere su di noi la croce del martirio a causa di Cristo e della sua santa Chiesa. Prego per tutti voi presso le reliquie della terra dei Sette fiumi e invoco la benedizione di Dio sui vostri lavori.

Auguro un benedetto successo alla vostra iniziativa.

Con amore nel Signore,
+ALEKSANDR

CAPO DEL DISTRETTO METROPOLITANO NELLA REPUBBLICA DI KAZACHSTAN
MEMBRO PERMANENTE DEL SANTO SINODO DELLA CHIESA ORTODOSSA RUSSA

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