Messaggio di Irinej, Arcivescovo di Pec’, Metropolita di Belgrado-Karlovci e Patriarca di Serbia

XXVI Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa
DISCERNIMENTO E VITA CRISTIANA
Monastero di Bose, 5-8 settembre 2018
in collaborazione con le Chiese ortodosse

Irinej Arcivescovo di Pec Metropolita di Belgrado-Carlovci e Patriarca di SerbiaMESSAGGIO DI IRINEJ, PATRIARCA DI SERBIA

Veneratissimo Padre Enzo, fondatore della Comunità di Bose,
Eminenti e Reverendissimi Vescovi,
reverendissimi padri,
stimati professori e partecipanti a questo Convegno,
cari fratelli e sorelle!


Con grande gioia abbiamo ricevuto la Sua lettera, che ci informa e ci invita al XXVI Convegno Ecumenico Internazionale di spiritualità ortodossa, che ha come tema «Discernimento e vita cristiana» e si terrà nel Suo santo monastero. Con amore fraterno e gioia Le rivolgiamo anche quest'anno i Nostri migliori auguri per l'organizzazione di questo Convegno Ecumenico Internazionale nel monastero di Bose, universalmente noto nel mondo cristiano. Come negli anni precedenti, la Chiesa Serba Ortodossa parteciperà ancora con piacere ai lavori di questo convegno scientifico, e Sua Eccellenza Nikodim, Vescovo ortodosso di Dalmazia, ci rappresenterà.

L’idea di “discernimento” è antico quanto l'umanità stessa - esiste da quando Dio ha messo nel paradiso l'albero della conoscenza del bene e del male - e rappresenta il fondamento della vita spirituale e dello sviluppo dell'umanità intera, sia ai nostri tempi sia al tempo dei progenitori e dei nostri padri. Il discernimento come concetto non riguarda solo il cristianesimo e la nostra teologia rivelata come vita e scienza, ma si riferisce anche alla vita politica, alla sollecitudine per la società e per la natura, e questo diventa particolarmente importante nel momento in cui, come oggi, vengono offerti all’uomo falsi dei, una falsa felicità e una falsa vita.
In questo senso, quando parliamo di discernimento e vita cristiana, dobbiamo precisare che il discernimento si trova al centro del cristianesimo, a partire dalle sue origini. Lo troviamo poi a livello individuale soprattutto nella tradizione monastica, ma anche a livello collettivo, a livello di tutta la comunione divino-umana, ossia di tutta la Chiesa.
Molteplici sono i pensieri dei Padri su questo tema, e noi cristiani abbiamo il privilegio di bere alle sorgenti inesauribili della conoscenza di Dio. Così San Giovanni ci avverte con queste parole: «Carissimi, non credete ad ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo» (1Gv 4, 1), e il grande Apostolo delle genti ci spiega: «...esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male» (1Ts 5, 21-22).

I Padri della Chiesa e i Grandi maestri della Chiesa riprendono la Tradizione e il messaggio delle Sacre Scritture e nello stesso spirito continuano ad ammaestrarci. Il discernimento secondo San Basilio il Grande è necessario nella vita quotidiana e in ogni occasione: «Il discernimento deve precedere ogni opera, senza discernimento anche un’opera buona diventa malvagia, a causa della sua prematurità e dei suoi eccessi. Quando per mezzo del discernimento definiamo il tempo e la misura del bene, allora si ha un buon risultato». Qualche secolo dopo, San Giovanni Climaco definisce il discernimento come: «Esatta compressione della volontà divina in ogni momento, in ogni luogo e in ogni cosa; compressione che si trova soltanto negli uomini dotati di un cuore puro, di un corpo puro e di labbra pure» (La Scala del Paradiso 26).

Cari partecipanti a questa Convegno, noi cristiani che siamo «il sale della terra e la luce del mondo» (Mt 5, 13), oggi più di ieri dobbiamo ricordare all'uomo contemporaneo l’idea cristiana del discernimento. L'antico legame tra l'uomo e il discernimento è confuso e danneggiato, e spetta a noi rinnovarlo e migliorarlo.

La Chiesa come custode della tradizione deve ricordare all'uomo che il senso del discernimento è che le nostre scelte quotidiane devono essere allo stesso tempo libere e responsabili, e ci devono condurre verso la salvezza; libertà e responsabilità prima di tutto verso Dio, poi verso noi stessi, verso gli altri e verso la creazione.

Purtroppo già da molto tempo la Chiesa e l'uomo contemporaneo percorrono strade differenti e il loro dialogo somigliano a quello tra due persone che non si comprendono.
Perciò dobbiamo essere più forti e chiari nel trasmettere la nostra verità e il nostro messaggio salvifico.

Nella speranza che il XXVI Convegno Ecumenico Internazionale persegua questo scopo, vi auguriamo buon lavoro e vi salutiamo calorosamente.

 

+ Irinej
Arcivescovo di Peć
Metropolita di Belgrado-Karlovci
Patriarca della Chiesa ortodossa serba

 

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