8 settembre 2018 - Discernimento e vita cristiana

 

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 XXVI Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa

DISCERNIMENTO E VITA CRISTIANA
Monastero di Bose, 5-8 settembre 2018
in collaborazione con le Chiese ortodosse

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Il corpo riceve luce dai due occhi sensibili, mentre gli occhi del cuore sono illuminati dal discernimento (Giovanni Climaco)


L’ultima giornata di convegno ha voluto offrire una degna conclusione al cammino di questi giorni.

L’intervento di John Chryssavgis (Patriarcato ecumenico) è stato un delicato ricamo di citazioni dalle Lettere di Barsanufio e Giovanni di Gaza e ha presentato alcuni elementi chiave del discernimento e della direzione spirituale. Essa non dovrebbe mai fondarsi sulla’autorità di chi la esercita, ma sulla sua crescita nell’umiltà, sul rispetto dell’altro, sulla delicatezza che spesso si esprime più con il silenzio che con le parole.

In quanto membro del comitato scientifico, John Behr (Istituto teologico “St. Vladimir”, Crestwood NY) ha concluso i lavori del convegno con una relazione che ha ripreso temi e parole degli altri relatori. Il discernimento si acquisisce solo in un contesto, la Chiesa; solo con un fine, la vita in Cristo; solo al prezzo di una crescita che richiede sforzo e pazienza. E allora “è la libertà l’essenza del discernimento – ha concluso il prof. Behr – non la libertà di fare quel che si vuole, ma la libertà nell’amore che ci libera”.

Al termine della mattinata, si è letto il messaggio inviato dal cardinal Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, che ha invitato a guardare al mosaico di Monreale, scelto come icona del Convegno, come invito al discernimento nel cammino ecumenico.

Fr. Enzo Bianchi ha chiuso la sessione con un saluto e un ringraziamento a Dio e a quanti hanno reso possibile questa nuova occasione di formazione e di incontro.

Foto del 5 settembre
Foto del 6 settembre

Foto del 7 settembre
Foto dell' 8 settembre