Saluto del Cardinale Achille Silvestrini

XV Convegno Ecumenico Internazionale di spiritualità ortodossa
IL CRISTO TRASFIGURATO NELLA TRADIZIONE SPIRITUALE ORTODOSSA
Bose, 16-19 settembre 2007
in collaborazione con le Chiese Ortodosse

Il Cardinale Achille SilvestriniSALUTO DEL CARDINALE ACHILLE SILVESTRINI

19 settembre 2007

Sono molto onorato, lieto di essere ancora una volta a questo Convegno di Bose. Quest’anno Bose ha pensato di prendere il tema della Trasfigurazione che è lo stesso tema dell’ icona posta al cuore della sua chiesa.

Ho letto la bellissima riflessione di fr. Enzo Bianchi che mostra che la trasfigurazione è centrale anche per noi nella chiesa latina, nella formazione cristiana. È la rivelazione del Regno, è Gesù che diviene esegesi vivente e compimento autentico della Scrittura. Poi c’è la presenza di Dio, rappresentata dalla nube della sua dimora e i tre discepoli sono chiamati a contemplare l’identità di Gesù nel fulgore come memoriale del Battesimo e oracolo della croce. E dunque anche per noi la Trasfigurazione è sintesi del Vangelo, annuncio del mistero Pasquale davanti alla chiesa, rappresentata dai tre discepoli, e davanti al primo testamento, Mosè ed Elia apparsi a condividere la gloria del figlio.

Certo, la presenza di tanti Vescovi, presbiteri, monaci e monache, laici di tutte le chiese in questo luogo di preghiera è già un segno dei tempi, un segno di speranza per la santa causa dell’unità. Il miracolo di Bose è di radunarci cercatori del volto di Dio ai piedi del monte santo della Trasfigurazione di Gesù. Siamo convocati per salire insieme, aiutandoci gli uni gli altri, il monte Tabor. Salendo il monte ci avviciniamo al Signore della gloria ma ci avviciniamo anche tra di noi gli uni gli altri.

Il desiderio di contemplare il volto di Dio trasfigurato abita il cuore del credente da sempre. L’oriente cristiano ci insegna a desiderarlo sempre di più, come quest’incontro di perdono e della gioia per la nostra salvezza. Anche l’occidente latino fin dall’epoca dei Padri della chiesa ha onorato il mistero della Trasfigurazione. Penso all’Omelia del papa Leone Magno per la seconda domenica di quaresima consacrata nella liturgia di Roma almeno dall’inizio del V secolo al mistero della Trasfigurazione. Qui vorrei ricordare anche san Giovanni Cassiano nella sua X Collazione monastica che collega la Trasfigurazione alla preghiera del monaco. Spiega che l’esperienza della Trasfigurazione del Signore fu concessa ai tre discepoli del Tabor come anticipazione dell’incontro con Gesù nella preghiera pura. Anche san Benedetto nel prologo della sua Regola ha posto nel cuore della spiritualità monastica latina il desiderio di contemplare la gloria del Signore che viene e di udire la voce del Padre.

 Dopo che i nostri occhi si sono aperti alla luce deificante lasciamoci cogliere da stupore di fronte alla Parola Divina che ogni giorno grida a noi esortatrice: «oggi se udite la sua voce non indurite il vostro cuore» e ancora «chi ha orecchi capaci di ascolto intenda ciò che lo spirito dice alle chiese».

Sono quindi intimamente convinto che lo Spirito santo invita tutte le chiese di Dio e anche noi a volgerci verso il Volto del Signore risorto. Questa conversione è allo stesso tempo il cammino della riconciliazione. Siamo allora tutti molto contenti perché in quest’incontro si celebra l’insieme di tutte le chiese orientali, quelle di tradizione bizantina, quelle di tradizione ortodossa russa, con noi, in modo che sentiamo profondamente che la Trasfigurazione è proprio qualcosa che ci appartiene intimamente nella nostra formazione cristiana.

Sono grato a fr. Enzo Bianchi e alla comunità di Bose che ci ha radunati anche quest’anno.

Achille card. Silvestrini

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