Domenica delle Palme e della Passione del Signore - mattina

INTRODUZIONE

Sia benedetto il nostro Dio in ogni tempo
– ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Venite, adoriamo Dio nostro Re
– adoriamo il Cristo in mezzo a noi

nostro Re e nostro Dio.

Venite, inchiniamoci davanti al Signore
nostro Re e nostro Dio

– Dio santo, Dio santo e forte,
Dio santo e immortale abbi pietà di noi.

INNO

Osanna al Figlio di David
che viene tra grida di gioia
portato da un asino mite
ai poveri annuncia la pace.

Osanna al Re d’Israele
che giunge alle porte di Sion
creduto Messia e Profeta
riceve la lode e l’onore.

Osanna a Gesù il Signore
che entra nel tempio di Dio
tra rami d’ulivo levati
inaugura l’ora pasquale.

Osanna al Figlio dell’uomo
che torna alla fine dei tempi
scortato da angeli e santi
ci dona il Regno promesso.

SALMO 118

1 Rendete grazie al Signore perché è buono
il suo amore è per sempre!
2 Israele dunque proclami:
«Il suo amore è per sempre!».

3 La stirpe di Aronne proclami:
«Il suo amore è per sempre!»
4 i credenti nel Signore proclamino:
«Il suo amore è per sempre!».

5 Nella mia angoscia ho gridato al Signore
il Signore mi ha risposto e liberato
6 il Signore è con me, non ho paura
cosa può farmi un uomo?

7 il Signore è con me per aiutarmi
mi ergerò sui miei nemici.
8 È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo

9 è meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti.
10 Gli idolatri mi hanno circondato
nel Nome del Signore li ho affrontati

11 mi hanno attorniato e circondato
nel Nome del Signore li ho affrontati,
12 mi hanno attorniato come vespe
nel Nome del Signore li ho affrontati
sono arsi come rovi nel fuoco!

13 Mi hanno spinto per farmi cadere
ma il Signore mi ha aiutato
14 mia forza e mio canto è il Signore
è stato lui la mia salvezza.

15 Grida di gioia e salvezza nelle tende dei giusti:
«La destra del Signore fa prodigi
16 la destra del Signore si innalza
la destra del Signore fa prodigi!».

17 Sono sfuggito alla morte e vivrò
per annunciare le azioni del Signore
18 mi ha provato, il Signore mi ha provato
ma alla morte non mi ha abbandonato.

19 Apritemi le porte di giustizia
entrerò per ringraziare il Signore:
20 «È questa la porta del Signore
per essa entrano i giusti»,

21 ti ringrazio perché mi hai esaudito
sei stato tu la mia salvezza!
22 «La pietra rigettata dai costruttori
è diventata pietra angolare!»:

23 questo è stato fatto dal Signore
una meraviglia davanti ai nostri occhi,
24 questo è il giorno fatto dal Signore
esultiamo e rallegriamoci in lui.

25 Signore, ti preghiamo, dona la salvezza!
Signore, ti preghiamo, porta il compimento!
26 Benedetto il Veniente nel Nome del Signore!
«Noi vi benediciamo dalla dimora del Signore!

27 Dio il Signore ci illumina».
Rami in mano, formate il corteo fino ai lati dell’altare.
28 Tu sei il mio Dio e ti ringrazio
il mio Dio e ti esalto
29 rendete grazie al Signore perché è buono
il suo amore è per sempre!

ANTICO TESTAMENTO

Profezia di Zaccaria (9,9)

Esulta grandemente figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme!
Ecco, a te viene il tuo re.
Egli è giusto e vittorioso, umile,
cavalca un asino, un puledro figlio d’asina.

LETTURA PATRISTICA

Dai «Discorsi» di sant’Andrea di Creta

Venite, e saliamo insieme sul monte degli Ulivi, e andiamo incontro a Cristo che oggi ritorna da Betania e si avvicina spontaneamente alla venerabile e beata passione, per compiere il mistero della nostra salvezza.

Viene di sua spontanea volontà verso Gerusalemme. È disceso dal cielo, per farci salire con sé lassù «al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare» (Ef 1,21). Venne non per conquistare la gloria, non nello sfarzo e nella spettacolarità. «Non contenderà», dice, «né griderà, né si udrà sulle piazze la sua voce» (Mt 12, 19). Sarà mansueto e umile, ed entrerà con un vestito dimesso e in condizione di povertà.

Corriamo anche noi insieme a colui che si affretta verso la passione, e imitiamo coloro che gli andarono incontro. Non però per stendere davanti a lui lungo il suo cammino rami d’olivo o di palme, tappeti o altre cose del genere, ma come per stendere in umile prostrazione e in profonda adorazione dinanzi ai suoi piedi le nostre persone. Accogliamo così il Verbo di Dio che si avanza e riceviamo in noi stessi quel Dio che nessun luogo può contenere. Egli, che è la mansuetudine stessa, gode di venire a noi mansueto. Sale, per così dire, sopra il crepuscolo del nostro orgoglio, o meglio entra nell’ombra della nostra infinita bassezza, si fa nostro intimo, diventa uno di noi per sollevarci e ricondurci a sé.

Egli salì verso oriente sopra i cieli dei cieli (cf. Sal 67,34) cioè al culmine della gloria e del suo trionfo divino, come principio e anticipazione della nostra condizione futura. Tuttavia non abbandona il genere umano perché lo ama, perché vuole sublimare con sé la natura umana, innalzandola dalle bassezze della terra verso la gloria. Stendiamo, dunque, umilmente innanzi a Cristo noi stessi, piuttosto che le tuniche o i rami inanimati e le verdi fronde che rallegrano gli occhi solo per poche ore e sono destinate a perdere, con la linfa, anche il loro verde. Stendiamo noi stessi rivestiti della sua grazia, o meglio, di tutto lui stesso poiché quanti siamo stati battezzati in Cristo, ci siamo rivestiti di Cristo (cf. Gal 3,27) e prostriamoci ai suoi piedi come tuniche distese.

Per il peccato eravamo prima rossi come scarlatto, poi in virtù del lavacro battesimale della salvezza, siamo arrivati al candore della lana per poter offrire al vincitore della morte non più semplici rami di palma, ma trofei di vittoria. Agitando i rami spirituali dell'anima, anche noi ogni giorno, assieme ai fanciulli, acclamiamo santamente: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele».

CONTEMPLAZIONE

. Gloria a te, Signore, gloria a te!

Sei salito a Gerusalemme per annunciarle la pace,
sei stato giudicato come un malfattore. ℟.

Hai ricevuto l’acclamazione del tuo popolo,
sei stato rigettato come pietra inutile. ℟.

Sei stato chiamato profeta e figlio di David,
sei stato ucciso fuori della città santa. ℟.

Hai percorso un cammino di gloria messianica,
sei stato umiliato fino a una morte nell’infamia. ℟.

Sei entrato nella città per celebrare la Pasqua,
sei stato immolato come l’agnello pasquale. ℟.

ORAZIONE

Preghiamo:

Dio nostro Padre,
fedele alla tua promessa
Gesù tuo Figlio è venuto a compiere la sua ora:
accoglici tra la folla dei piccoli e degli umili
mentre lo acclamiamo luce delle genti,
gloria di Israele tuo popolo,
nostro Re e nostro Salvatore,
benedetto ora e nei secoli dei secoli.

– Amen.

PADRE NOSTRO

Padre santo, tu sai ciò di cui abbiamo bisogno
– con fiducia noi ti preghiamo.

Padre nostro ...

BENEDIZIONE

Benedetto il Veniente nel Nome del Signore.
Noi vi benediciamo dalla dimora del Signore:
il Signore Dio vi illumini.

– Amen.