Le ceneri nelle nostre mani

4614ba44a1302dd4924f785df04b7f74.jpg

Il “Mercoledì delle ceneri” porta questo nome dal gesto che in quel giorno si compie nella liturgia. Al credente che inizia la Quaresima viene posta sul capo della cenere come segno di pentimento e di volontà di conversione. Per questo, mentre riceve le ceneri si sente rivolgere l’appello “Convertiti e credi al vangelo”, oppure “Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai”.

Il “Mercoledì delle ceneri” porta questo nome dal gesto che in quel giorno si compie nella liturgia. Al credente che inizia la Quaresima viene posta sul capo della cenere come segno di pentimento e di volontà di conversione. Per questo, mentre riceve le ceneri si sente rivolgere l’appello “Convertiti e credi al vangelo”, oppure “Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai”.

Spargersi il capo di cenere è nella Bibbia un gesto di umiliazione e di pentimento di fronte al Signore per i peccati commessi.

In un antico testo della liturgia morava si trova un altro gesto legato alle ceneri. Esse non sono poste sul capo come segno di pentimento ma nelle mani del penitente per ricordare a lui ciò che Dio fa dei suoi peccati quando egli invoca il perdono, e come essi sono purificati dal fuoco della sua misericordia. Questa è un’altra possibile e suggestiva interpretazione del segno delle ceneri che la tradizione cristiana ci consegna. Il suo significato spirituale può orientare anche il nostro cammino quaresimale.

Queste le parole che nella liturgia morava delle ceneri il celebrante rivolge ai fedeli: 

“Riceviamo ora nelle nostre mani le ceneri.
Possiamo guardarle e ricordarci del fuoco
e della purificazione che l’amore del Signore
attuerà nel nostro giorno:
noi non siamo destinati a essere cenere
ma alla vita eterna,
vita di Cristo risorto per sempre”.

Ogni fedele riceve le ceneri nelle mani e il celebrante dice a ciascuno:

“Davanti al Signore i tuoi peccati pesano come questa cenere. Va’ in pace!”