"Questo vi scandalizza?"

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24 aprile 2018

Gv  6,59-70

59 In quei giorni, dopo aver ascoltato il discorso sul pane di vita nella sinagoga a Cafàrnao 60 molti dei discepoli di Gesù dissero: "Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?". 61Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: "Questo vi scandalizza? 62E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima? 63È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. 64Ma tra voi vi sono alcuni che non credono". Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. 65E diceva: "Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre".
66Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. 67Disse allora Gesù ai Dodici: "Volete andarvene anche voi?". 68Gli rispose Simon Pietro: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna 69e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio". 70Gesù riprese: "Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!".


Giunto alla fine del capitolo 6, l’evangelista registra con amarezza come il lungo discorso di Gesù nella sinagoga di Cafarnao, tutto incentrato sull’identità di Gesù quale “pane della vita disceso dal cielo”, quale “pane vivo per la vita del mondo”, sia stato un fallimento. Ridicolizzato dai capi religiosi che non capiscono come quest’uomo parli di “mangiare la sua carne e bere il suo sangue”, Gesù non viene compreso neanche dai suoi discepoli. La loro incomprensione è palese e, a beneficio di noi lettori, è palesata dal racconto di Giovanni: scrive l’evangelista che “molti dei suoi discepoli dopo aver ascoltato dissero: ‘Questa parola è dura!’” (v. 60).

È questo il momento della verità. È la drammatica e sconvolgente occasione di fare verità circa il rapporto dei discepoli con il Maestro. La parola “dura” (sklerós) di Gesù è parola che rivela il cuore duro, la durezza di cuore, la “sclerocardia” dei discepoli. La parola di Gesù è dura perché inaccettabile, impenetrabile in un cuore impermeabile come granito. E quindi i discepoli mormorano contro di lui. Come avevano mormorato alcuni giudei prima, ora anche “molti dei suoi discepoli” (v. 60) mormorano contro Gesù. Una buona parte, dunque, di coloro che si dicono discepoli di Gesù, hanno il cuore pesante perché esso è come un macigno che si frappone tra loro e Gesù. Le parole di pietra di Gesù rivelano che è il loro cuore a essere di pietra, pesante e duro come un masso: è il loro stesso cuore di pietra che li “scandalizza” (v. 62), che fa da ostacolo e da pietra di inciampo (skándalon).

È il momento del disincanto e della crisi: “Da quel momento molti dei suoi discepoli – non solo alcuni! – tornarono indietro e non andavano più con lui” (v. 66). È il momento della de-vocazione, dell’abbandono, della fuga.

Ma è anche il momento della scelta libera, che Gesù non risparmia ai suoi, anzi che esige da loro: “Volete andarvene anche voi?” (v. 67). Parla Simon Pietro, ma la sua voce parla per tutti: non a caso si esprime al plurale, con un “noi”, facendosi portavoce del gruppo dei dodici. La vocazione rivolta un giorno da Gesù ai dodici, che qui lui stesso ricorda loro, con tono delicato che sorprende all’interno di un discorso così duro – “Non sono forse io che ho scelto voi, i dodici?” (v. 70) – ora è chiamata a divenire scelta consapevole attraverso un’accoglienza libera, matura, responsabile (espressa nel testo da verbi affermativi forti: “abbiamo creduto”, “abbiamo conosciuto” (v. 69). Scelta per il Signore quale egli è veramente: “il Santo di Dio” (v. 69), l’uomo nella cui fragile umanità fatta carne e sangue si rivela la Presenza (Shekinà) di Dio; colui che “ha parole di vita eterna” (v. 68) perché è la Parola di vita. Una Parola che resterà sempre un dono eccedente (cf. v. 65), da riaccogliere sempre come tale: solo come dono, infatti, la Parola divenuta nostra vita dà vita al nostro cuore, lo rende spazioso, accogliente e permeabile, sciogliendone la durezza che è la vera e sola morte del cuore.

Fratel Matteo