Il cammino verso il Padre

Avori salernitani
Avori salernitani

17 maggio 2018

Gv  16,23-33

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli :"23Quel giorno non mi domanderete più nulla. In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. 24Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena. 25Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l'ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. 26In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: 27il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio. 28Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre». 29Gli dicono i suoi discepoli: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. 30Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio». 31Rispose loro Gesù: «Adesso credete? 32Ecco, viene l'ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. 33Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!".


La partenza di Gesù da questo mondo e il suo ritorno al Padre è il tema principale del brano di oggi. Ma attraverso questo argomento Gesù tocca i temi principali che hanno costellato il suo cammino e il suo insegnamento ai discepoli. Si parla dell’amore del Padre verso il Figlio, della gioia che scaturisce da questa relazione perché non è chiusa tra loro, ma condivisa e genera amore tra di noi. Si parla ancora della preghiera efficace, della rivelazione aperta e non più di difficile comprensione. Delle tribolazioni che i discepoli dovranno vivere e ancora della loro incomprensione verso le sue parole. Della pace che Gesù effonderà in loro grazie alla certezza che a poco a poco acquisiranno l’idea che Gesù ha vinto il mondo.

Tutto questo però è possibile solo se Gesù si allontanerà da loro. Solo se si passerà dal tempo di Gesù al tempo della chiesa. Questo avverrà attraverso la morte e la resurrezione di Gesù. Solo così la missione di Gesù sarà arrivata a compimento. Si conclude così un cammino, quello del Gesù terreno e se ne apre un altro, quello della chiesa. Cammino in cui i discepoli, nonostante le loro contraddizioni e le loro infedeltà, comprenderanno a fondo quello che Gesù ha rivelato durante il tempo vissuto con loro.

Il senso della missione di Gesù è andare al Padre, aprendo a noi il cammino verso di lui. Gesù ha dato ai discepoli e quindi a noi gli strumenti e il modo in cui percorrere questa strada. Ora spetta a noi, proprio nel momento della sua assenza, riconoscere questi strumenti e ricordare come lui stesso ha vissuto, perché anche noi possiamo incamminarci sulla strada che conduce al Padre. I discorsi di addio di Gesù sono la narrazione della sorgente da cui ha attinto per vivere con noi e sono un gesto di fiducia verso di noi perché come ha fatto lui possiamo fare anche noi. Quello che Gesù ha vissuto personalmente con il Padre ora ci dà anche a noi la possibilità di viverlo, spronandoci a interagire noi stessi con il Padre: “Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà” (v. 23). L’amore che Gesù ha trasmesso ai suoi discepoli è la testimonianza della relazione che ha con il Padre. Una relazione aperta che ha come aspetto principale quella di essere libera e gratuita. Per entrare in relazione con il Padre, ai discepoli è richiesto di credere all’amore del Figlio verso di loro, dunque a qualcosa di concreto che hanno vissuto in prima persona: “Il Padre stesso vi ama, perché voi avete amato me” (v. 27). È un messaggio che effonde gioia e speranza, anche se per i discepoli la strada non è ancora del tutto chiara, perché questa gioia emergerà solo dopo avere vissuto lo scandalo della croce. Solo allora, solo dopo l’ennesimo allontanamento dal Signore, potranno comprendere fino in fondo le radici da cui sorge quell’amore che Gesù ha loro dimostrato e insegnato a vivere. La compagnia del Padre è per Gesù, e quindi anche per noi, una presenza fedele, anche e soprattutto nei momenti più drammatici. È una tale certezza che può portare Gesù a dire: “Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!” (v. 33). 

sorella Beatrice