Che anche altri gioiscano!

Particolari dei colori degli smalti del laboratorio di ceramica della comunità.
Particolari dei colori degli smalti del laboratorio di ceramica della comunità.

6 febbraio 2020
Mc 6,7-13 (Lezionario di Bose)

In quel tempo, Gesù 7chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. 8E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient'altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; 9ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. 10E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. 11Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». 12Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, 13scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.


Gesù chiama a sé i dodici (Marco non li nomina qui, ma in 3,16-19), e incomincia a inviarli a due a due, perché due sono i testimoni che attestano la verità (cf. Dt 19,15; Mt 18,16). Finora i discepoli lo avevano ascoltato, seduti ai suoi piedi per imparare, avevano visto i suoi miracoli, avevano ricevuto la sua parola di vita. Ora sono inviati a dare quello che hanno ricevuto. Sono costituiti “apostoli”, cioè inviati.

Questo invio conferisce un potere (exousía) effettivo, quello di sconfiggere il male, di scovarlo e di bandirlo in tutte le sue forme. Gli “spiriti impuri” sono i diversi modi in cui il male ci ferisce, ci abita, ci domina: il male fisico (la malattia, la sofferenza), morale (il peccato, la prevaricazione, lo sfruttamento), spirituale (la menzogna, la doppiezza). Curare questi mali, fare arretrare satana, è il mandato degli apostoli, è il compito affidato a ogni comunità cristiana

La consegna ai dodici non prevede esplicitamente alcun messaggio da annunciare. Ma il messaggio è lo stesso del loro Maestro: la conversione. “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel vangelo” (Mc 1,15). Credere alla buona notizia del vangelo, significa credere che Dio si è avvicinato all’uomo in Gesù, che Dio manifesta la sua benevolenza in lui, nelle sue parole, nelle sue azioni, nella sua vita, che l’amore di Dio per noi si rende visibile, si fa palpabile, sperimentabile. L’umanità non è condannata alla spirale della violenza che sembra stritolarla, deve solo cambiare la mente, convertirsi, guardare a Gesù, ascoltare la sua parola. Questa salvezza si è fatta vicina. Inspiegabilmente, questa parola risuona nella storia dell’umanità da duemila anni, ma abbiamo ogni volta bisogno di volgere il nostro cuore a essa, di ascoltarla di nuovo, di scoprire quello che stentiamo a credere: che la nostra umanità è salva.

L’urgenza del tempo che si è avvicinato, che si è fatto breve, spiega anche la modalità dell’annuncio. Gesù esige che gli inviati non abbiano con sé né pane, né sacca, né denaro, nulla se non il bastone del cammino: chiede cioè di non confidare nelle proprie risorse materiali, di non cercare l’autosufficienza, ma di affidarsi a quell’aiuto, quelle relazioni di solidarietà e comunione che l’annuncio stesso sa generare. La potenza che sconfigge il male è inversamente proporzionale ai mezzi di cui si serve. Una chiesa povera con i poveri è più eloquente di ogni discorso sulla povertà evangelica.

Certo, il vangelo, la buona notizia della salvezza resta inerte se non trova un cuore disposto ad accoglierlo. Ma il vangelo non può essere imposto. Dinanzi al rifiuto, l’estrema testimonianza è scuotere la polvere rimasta attaccata ai sandali: non una condanna, ma il segno che gli inviati non hanno altro da dare a chi non vuole aprire il proprio cuore alla novità di vita del vangelo.

Annunciare il vangelo significa anzitutto scoprire di essere stati salvati, e desiderare con tutte le forze che anche altri gioiscano di questa salvezza.

“Noi canteremo per la tua salvezza
innalzando il Nome del nostro Dio …
Il Signore darà la salvezza al suo Messia
gli risponderà dai cieli del suo Santo
con la forza della sua destra che salva”
(salmo 20,7)

Fratel Adalberto


I commenti al Vangelo del giorno sono proposti seguendo il lezionario del Monastero di Bose