Il pane spezzato

Particolari dei colori degli smalti del laboratorio di ceramica della comunità.
Particolari dei colori degli smalti del laboratorio di ceramica della comunità.

8 febbraio 2020
Mc 6,30-44 (Lezionario di Bose)

In quel tempo,30gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. 31Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. 32Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. 33Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
34Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. 35Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; 36congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». 37Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». 38Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci». 39E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull'erba verde. 40E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. 41Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. 42Tutti mangiarono a sazietà, 43e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. 44Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.


La pagina evangelica di oggi è certamente tra le più universalmente note: chi, infatti, non ha mai sentito parlare della moltiplicazione dei pani e dei pesci? Pagina notissima, e tuttavia sempre nuova…

Innanzitutto occorre leggere bene il testo: in nessun versetto, né qui in Marco, né negli altri evangelisti che riportano l’episodio (ed è uno dei pochi narrato in tutti i quattro vangeli) si parla di “moltiplicazione”. Il fatto saliente del testo, quindi, sembra non essere affatto una moltiplicazione miracolosa avvenuta per mano di Gesù, ma altro. Che cosa allora? Marco, pochi versetti più avanti (cf. Mc 6,51) ci parla dell’episodio come del “fatto dei pani”, e ce ne parla per dire che i discepoli quel fatto non lo avevano capito, eppure loro stessi avevano distribuito il pane spezzato (spezzato, non moltiplicato!) da Gesù. 

Ma proviamo a ripercorrere il testo. Gli apostoli, mandati in missione da Gesù (cf. Mc 6,7-13) ritornano raccontando tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Gesù li invita allora al riposo: dopo la fatica della missione è necessario un tempo di riposo. Un riposo, però, ben preciso: che avviene nella separazione dalla vita ordinaria e per passare del tempo con Gesù (v. 31: “Venite in disparte … in un luogo deserto”), un riposo, infine, che resta tempo disponibile… sarà infatti subito interrotto dall’accorrere delle folle!

Qui il racconto prende una nuova direzione, ed è subito evidente lo scarto tra Gesù e i discepoli: Gesù, vedendo la folla per prima cosa prova compassione (cf. v. 34), si lascia raggiungere dalla sofferenza, dallo smarrimento, dalla fatica, dalla ricerca di senso di quelle persone, e vi risponde. Come? Innanzitutto spezzando per loro la Parola: “Si mise a insegnare loro molte cose” (v. 34). Li sazia di una parola di senso, della sua Parola.

E i discepoli? Se Gesù mostra compassione per le folle perché le vede senza pastore, i discepoli sembrano invece mostrare preoccupazione, perché quella folla è senza cibo. Se Gesù risponde facendosi carico delle persone e nutrendole della sua Parola, i discepoli vorrebbero mandarle via perché da sole provvedano al proprio sostentamento.

Gesù però ha ben colto il ragionamento dei discepoli, e cerca di indirizzarli; è il momento non di congedare, ma di riprendere la missione: “Voi stessi date loro da mangiare” (v. 37), cioè: fatevi voi carico di questa gente, quel po’ che avete mettetelo in relazione, fatene occasione perché tutti ne godano, fatene segno visibile del Padre che desidera che il cibo sia condiviso, non comprato; ma anche: date voi stessi (come cibo) a questa gente. Che poi è quanto farà proprio lui dando il pane nell’ultima cena: “Prendete, questo è il mio corpo” (Mc 14,22). Vita spezzata, vita donata.

E di fronte all’ottusità dei suoi è Gesù stesso a mostrare la via; parte da ciò che c’è (i cinque pani e i due pesci) e compie una serie di gesti e parole eucaristici: prende i pani, benedice il Padre per il dono che ha tra le mani, spezza i pani e li dà ai discepoli (cf. Mc 14,22) perché li distribuiscano. Ora le folle, come pecore guidate dal loro pastore su pascoli verdeggianti (cf. Sal 23), sono saziate anche di pane. 

sorella Annachiara


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