Scolastica, donna di amore

Particolari dei colori degli smalti del laboratorio di ceramica della comunità.
Particolari dei colori degli smalti del laboratorio di ceramica della comunità.

10 febbraio 2020
Lc 10,38-42 (Lezionario di Bose)

In quel tempo,38mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. 39Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. 40Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». 41Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, 42ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».


Oggi facciamo memoria di santa Scolastica, monaca, sorella di san Benedetto. “Ciò che affascina di Scolastica, più grande della sua santità e della sua grandezza spirituale, è la profonda umanità, il suo essere donna di desiderio, di ricerca, ma soprattutto amore. La sua vita, alla sequela del Signore, ha la forza della comunione che viene solo dall’amore di Gesù. Scolastica rappresenta l’amore, è la donna criticata dal fratello, campione della legge, custode dell’osservanza: lei, invece, supera la lettera della Regola e fa prevalere l’amore per la persona”(Elisa Zamboni). E proprio di questa capacità di amare parla l’evangelo di oggi.

Gesù è in viaggio con i discepoli e li ha appena istruiti con la parabola del buon samaritano sulla necessità di uno sguardo capace di vedere e avere compassione di chiunque si incontri per la strada. Ora giunge in un villaggio e lui solo entra nella casa di Marta e Maria, una casa di amici nella quale egli amava sostare per riposarsi. 

Con tratti essenziali Luca dipinge la scena: Gesù e due donne, due sorelle. Marta si presenta come la protagonista principale, è lei ad accogliere il Maestro e si predispone tutta per questa accoglienza: come la vedova di Sarepta che prepara la stanza per accogliere il profeta Elia, così l’agire di Marta è attento fin nei piccoli dettagli perché il suo ospite si senta a casa. A fianco di Marta c’è Maria, che senza pronunciare alcuna parola si pone ai piedi di Gesù e resta in silenzio per ascoltarlo: per ospitare la Parola è necessario zittire tutte le nostre chiacchiere interiori ed esteriori. Sta “seduta”: è l’atteggiamento del discepolo che ascolta, è lì accanto e sta vicino ai piedi. Quei piedi che già per l’amore sovrabbondante di una donna erano stati baciati, profumati, lavati con il pianto e asciugati con i capelli. Il gesto di Maria è fuori luogo, è contro tutte le regole dell’ospitalità e di ciò che la tradizione imponeva alle donne, in un certo senso appare trasgressivo. Nemmeno Marta comprende la sua inattività e finisce per lamentarsi con Gesù stesso perché sia lui a rimproverarla per non avere aiutato la sorella. 

Ma Gesù scombina ogni logica, non sta al gioco di approvare il comportamento dell’una o dell’altra perché le ama entrambe, e dà una risposta inaspettata. Invita con tenerezza Marta a fermarsi, a non affannarsi; certo quello che sta compiendo è importante, ma non è essenziale e le chiede di ritrovare la cosa più preziosa: la relazione con lui, che è fatta dell’ascolto della sua Parola. La richiama, o meglio la chiama, a entrare anche lei nella gioia della relazione. L’invito a Marta è l’invito rivolto a chi vuole essere discepolo. È come se il suo fare danneggiasse in qualche modo sia lei che l’ospite: lei perché ridotta semplicemente a prestazioni esterne e l’ospite perché vede negato il desiderio più profondo di essere ospitato nell’ascolto del cuore. Non c’è relazione né vita senza ascolto.

Noi diventiamo ciò che ascoltiamo. Di più: ascoltare l’altro è concepirlo, lasciarlo entrare in noi, così com’è, senza interferenze. Di una sola cosa c’è la necessità: ascoltare la sua Parola. È la passione del Signore per noi: è questa la Parola. A noi sta accettare di essere amati ed entrare nella festa preparata per ciascuno di noi e dimorare così nella casa accanto al Signore.

sorella Antonella


I commenti al Vangelo del giorno sono proposti seguendo il lezionario del Monastero di Bose