Sviluppo lento e azione invisibile

Particolari dei colori degli smalti del laboratorio di ceramica della comunità.
Particolari dei colori degli smalti del laboratorio di ceramica della comunità.

21 febbraio 2020
Mt 13,31-35 (Lezionario di Bose)

In quel tempo,31espose un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. 32Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
33Disse loro un'altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
34Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, 35perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:

Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.


La citazione del salmo 78 su cui si chiude il brano odierno spiega perché Gesù non parla alle folle “se non con parabole”. L’evangelista aveva già riportato una spiegazione ai vv. 10-17 di questo stesso capitolo. Qui però la motivazione è diversa: le parabole possono non essere comprese e determinare un indurimento, ma di per sé non vorrebbero nascondere, anzi! È giunta infatti l’ora di rendere note “cose nascoste fin dalla fondazione del mondo”.

Cose finora nascoste – e che rischiano di restarlo se non cambiamo mentalità! – perché dipendono da una lettura altra di questo nostro mondo. Cose che sfuggono a chi ragiona unicamente secondo logiche mondane, che non prendono in considerazione la realtà designata da Gesù come “regno dei cieli” o “di Dio”. Matteo, per non nominare Dio, preferisce “dei cieli”. Il che può funzionare per noi da promemoria del fatto che “Dio” regna come meno te l’aspetti: la realtà del Regno, al cuore delle nostre vicende terrene, si mostra sempre radicalmente altra (cf. Gv 18,36). 

In effetti l’espressione figurata “regno dei cieli” è, per così dire, già di suo una parabola. È un’espressione che non designa quello che normalmente intendiamo per “regno di qualcuno”. Anche per questo Gesù non può definire direttamente il Regno e ricorre a parabole, immagini o racconti che possono solo tratteggiare qualcosa di questa realtà, accostandola per approssimazioni successive, con l’obiettivo di indurci a pensare e a porci delle domande.

Il nostro sguardo, colpito dal portamento di una pianta, considera il piccolo seme che c’era all’inizio? Gesù ci chiede di guardare alla piccolezza del granello di senape. Il debutto della sua predicazione in Israele è modesto, lui finirà miseramente su una croce; ma il Regno si estenderà raggiungendo altre terre e seminando nuovi inizi, fino ad accogliere tra i suoi rami genti di ogni popolo e cultura (a questo rimandano “gli uccelli del cielo”: cf. Ez 17,23; Dn 4,9.18).

Ora, io ho avuto occasione di sentirmi accolto in questa realtà? A quale piccolo inizio, magari insignificante agli occhi del mondo, devo guardare con fiducia? Quale granello di fede (cf. Mt 17,20) posso seminare nel mio quotidiano per avere la meglio su ciò che contraddice l’umanità mia e dell’altro?

È il Signore il seminatore, sì (cf. Mt 13,3); ma occorre pure una decisione da parte nostra. Come quella dell’uomo che qui “prese e seminò nel suo campo”. O della donna che “prese e mescolò”. Perché se non scegliamo di mescolare un po’ di lievito del Regno nella farina del nostro quotidiano, non vedremo lievitare la pasta della nostra umanità.

Fatto questo, saremo comunque ripetutamente preda dell’impazienza e del dubbio, perché lo sviluppo del Regno è lento e la sua azione invisibile. C’è un tempo di crescita e di lievitazione da rispettare. Chi tiene un orto o fa il pane lo può prevedere, chi ha esperienza sa che si può aver fede nell’esito del processo. Lo sappiamo, magari l’abbiamo osservato in altri processi. Ma la nostra vita su questa terra si dilata nel regno dei cieli in un processo unico. Inevitabili le apprensioni e le esitazioni.

Il Signore ci liberi dalle ansie di misurarne costantemente gli avanzamenti, in noi e negli altri, e ci doni di guardare con fede a ciò che può crescere nel nostro oggi.

fratel Fabio


I commenti al Vangelo del giorno sono proposti seguendo il lezionario del Monastero di Bose