Rimessi in discussione da Gesù

Disegno tratto dagli Exultet nel manoscritto IB49 della Biblioteca Nazionale di Napoli
Disegno tratto dagli Exultet nel manoscritto IB49 della Biblioteca Nazionale di Napoli

23 marzo 2020

Mc 10,1-16 (Lezionario di Bose)

In quel tempo1 Gesù venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare. 2Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. 3Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». 4Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». 5Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. 6Ma dall'inizio della creazione li fece maschio e femmina; 7per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie 8e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. 9Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto». 10A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. 11E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio verso di lei; 12e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».13Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. 14Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. 15In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». 16E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.


Gesù è ancora in movimento al di là del fiume Giordano. Dopo aver detto parole dure e richiamato i suoi a non essere di scandalo per nessuno, soprattutto per i più fragili, eccolo di nuovo a insegnare alle folle che l’hanno seguito. Ma alcuni farisei tentano di farlo cadere nei loro tranelli con un quesito insidioso. In verità, a questi uomini importa poco la risposta alla domanda sulla possibilità di ripudiare una donna nel matrimonio; nel profondo del cuore tendono una trappola a Gesù per eliminarlo. Tuttavia Gesù, come ha fatto altre volte, invece di dare risposte, pone a sua volta una domanda a partire da ciò che gli è stato chiesto.

I farisei mirano a sorprendere Gesù in contraddizione con la legge di Mosè e a incasellarlo in una delle due scuole di interpretazione della legge – una rigorista, l’altra liberale – in voga a quei tempi. La contro-domanda di Gesù si sottrae al loro gioco e porta gli avversari su un altro piano di confronto e di discussione. Non si tratta di entrare semplicemente in una casistica, ma di andare alla volontà del legislatore, che desidera la vita e la salvezza per il giusto come per il peccatore. Gesù mette in luce il cuore indurito di noi uomini e donne: è la nostra durezza che ha motivato la legge. Noi umani siamo abitati da una volontà di sopraffazione dell’altro, di dominio, di uso, di possesso, ma il desiderio di Dio è altro. Dio ha creato l’uomo e la donna a sua immagine, fatti per la relazione, per rispettarsi vicendevolmente. Dopo avere creato l’uomo Dio gli ha dato un aiuto perché era cosa buona che non restasse solo e che vivesse in una relazione d’amore con un partner postogli di fronte, diverso da lui tanto da essergli a volte “contro”, nel senso di capace di porlo in un dialogo costruttivo e salvifico.

Non dobbiamo leggere questa pagina come un semplice trattato sul divorzio, ma come una pagina di evangelo, di buona notizia. E qual è questa buona notizia? Che la parola di Gesù rimette in discussione le nostre vite, qualsiasi strada d’amore abbiamo scelto di percorrere: non è nelle nostre mani la fedeltà o l’infedeltà all’amore. Nella promessa d’amore che fa, ognuno di noi impegna la sua vita al futuro senza garanzie, senza la presunzione di poter controllare la vita, confidando soprattutto nella fedeltà del Signore che lo accompagnerà, che gli sarà vicino nel momento della prova per condurlo su una strada di giustizia e di vita. La rottura di una relazione, dei nostri rapporti d’amore, non è mai un azzeramento: noi ricostruiamo la vita e il futuro dalle macerie dei nostri fallimenti. Gesù non condanna, rivela la verità di ogni vita, con le sue riuscite e i suoi fallimenti e così “pone ogni credente davanti alle sue responsabilità, e sotto lo sguardo del Dio di Gesù, che certo è Dio di verità, ma è ugualmente Padre amante e misericordioso. In altri termini la legge rimane: il divorzio [e ogni rottura di un’alleanza] è una reale contraddizione alla volontà originaria di Dio e rivela il cuore dell’uomo per quello che è. [Però] risposarsi … è un segno evangelico: nei nostri fallimenti Dio riapre la possibilità di un avvenire” (E. Cuvillier).

sorella Antonella