Come luce

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19 maggio 2020

Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 12,37-50 (Lezionario di Bose)

In quel tempo, 37sebbene Gesù avesse compiuto segni grandi davanti a loro, non credevano in lui, 38perché si compisse la parola detta dal profeta Isaia:

Signore, chi ha creduto alla nostra parola?
E la forza del Signore, a chi è stata rivelata?


39Per questo non potevano credere, poiché ancora Isaia disse:

40Ha reso ciechi i loro occhi
e duro il lorocuore,
perché non vedano con gli occhi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano, e io li guarisca!


41Questo disse Isaia perché vide la sua gloria e parlò di lui. 42Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in lui, ma, a causa dei farisei, non lo dichiaravano, per non essere espulsi dalla sinagoga. 43Amavano infatti la gloria degli uomini più che la gloria di Dio.4Gesù allora esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; 45chi vede me, vede colui che mi ha mandato. 46Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. 47Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. 48Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell'ultimo giorno. 49Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. 50E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me»


“Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre”: questa affermazione di Gesù è al cuore del brano evangelico di oggi, ma quella della luce è un’immagine che attraversa tutto il vangelo giovanneo: “Venne nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9); “La luce è venuta nel mondo … chi fa la verità viene verso la luce” (3,19.21); “Io sono la luce del mondo; chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (8,12) sono solo alcuni esempi della ricorrenza di questo tema in Giovanni.

La luce ha questa caratteristica: svela tutto ma non presenta se stessa, ovvero quando essa c’è non orienta il nostro sguardo su di sé ma su ciò che non vedremmo se non fosse colpito dalla luce.

Potremmo dire che essa è al servizio dei nostri occhi (infatti se siamo ciechi anche se c’è luce restiamo nelle tenebre) ed è al servizio di ciò che rivela (infatti se essa non ci fosse noi non distingueremmo ciò che ci circonda).

Così anche Gesù: egli non è venuto per imporre se stesso, ma per rivelarci il Padre e per illuminare i nostri occhi, come dice bene il versetto precedente quello su cui stiamo meditando: “Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato” (12,44). Gesù rinvia sempre al Padre il nostro sguardo, la nostra fede, non vuole trattenerli su se stesso. Egli si presenta come tramite, come via che ci conduce verso il Padre, via che possiamo percorrere per andare al Padre: “Io sono la via” dirà altrove (14,6).

Gesù ci offre la luce perché possiamo vedere, ci offre la sua parola perché possiamo avere in essa la vita, e tutto questo lo fa con estrema umiltà (e colpisce cogliere quest’aspetto nel Vangelo di Giovanni dove tutto è “alto”, tutto è sotto il segno della gloria): egli ci offre la salvezza mostrandoci la via dell’umiltà e dell’obbedienza come via di rivelazione del Padre: “Il figlio da se stesso non può fare nulla” (5,19.30). Gesù depone ogni protagonismo e abbraccia il messaggio del Padre conformandosi ad esso, diventandone pura trasparenza: “Io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire … le cose dunque che io dico, le dico come il Padre le ha dette a me”.

Gesù dice le cose udite dal Padre e le dice come il Padre le ha dette a lui, per questo egli non solo è la via ma è anche la verità, una verità spoglia da ogni trionfalismo ma ricca di parresia e di autorevolezza.

Ed è proprio grazie al suo essere la via e la verità, proprio grazie al suo trasmettere il comandamento del Padre, che egli è anche fonte di salvezza e di vita per il mondo intero : “Non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo”.

A noi di accogliere questo annuncio di salvezza e di vita come messaggio colmo della luce che è Cristo stesso. Egli può condurci dalle tenebre della nostra cecità e durezza di cuore verso il Regno del Padre suo dove ogni cosa sarà illuminata dal suo amore e dalla sua compassione. 

Sorella Ilaria