Mi ha amato e ha creduto in me

c5ed4170a28c60524276964a489bf0a8.jpg

20 maggio 2020

Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 14,1-11 (Lezionario di Bose)

Venuta l’ora di passare da questo mondo al Padre, Gesù disse ai suoi discepoli:" 1 Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: «Vado a prepararvi un posto»? 3Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. 4E del luogo dove io vado, conoscete la via».
5Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». 6Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
8Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: «Mostraci il Padre»? 10Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. 11Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.


La separazione tra Gesù e i suoi è imminente, e come ogni separazione è dolorosa. Perché Gesù li ha amati, e loro hanno amato lui. Lo hanno amato nonostante tutto… nonostante la loro fede ancora piccola, la difficoltà a comprenderlo: un amore zoppicante come tanti nostri amori umani, ma pur sempre un amore. Gesù recupera tutto quello che hanno vissuto insieme, la sua storia con loro, così come recupera tutti i nostri amori, anche quelli “non riusciti”. Sta per andarsene, ma vive questa separazione mantenendo aperta la relazione. Non li sta abbandonando. Li aveva chiamati a seguirlo “perché stessero con lui” (Mc 3,14), e ora promette: “Vado a prepararvi un posto … e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi”. Essere insieme, essere insieme al Signore, a Colui che li ha amati e che hanno amato: è questo l’essenziale per i discepoli del Signore. Non è forse semplicemente questo che anche ognuno di noi desidera, specie quando vive un distacco, una lontananza dalla persona amata?

Sul terreno solido di quell’amore vissuto Gesù può dire ai suoi: “Non sia turbato il vostro cuore”. E subito dopo chiede la fede. Per non essere turbati bisogna aver fede, e nella Bibbia la fede non è un’elaborazione mentale, è un atteggiamento della vita. La fede viene espressa con verbi che indicano adesione e fiducia. Il vero problema non è credere che Dio esiste, ma attaccarsi a lui, aderire a lui con fiducia, dimorare in lui, consegnare la nostra vita nelle sue mani.

La fede è fiducia e Gesù si è mostrato affidabile, degno di fiducia. Ma prima ancora di chiedere la fede/fiducia, Gesù per primo ha avuto fiducia e ha creduto nei suoi, in ciascuno di loro. La fiducia che qualcuno ha riposto in noi è il fondamento della fiducia in noi stessi, fiducia che a poco a poco impariamo a riporre negli altri. Solo nell’orizzonte della fiducia ha senso il comando: “Non sia turbato il vostro cuore”. Già all’inizio del loro cammino i discepoli si erano fidati di Dio, e si erano fidati anche di Gesù, che pure non conoscevano. Avevano abbandonato lavoro e famiglia per seguirlo. Ora, nella prova che la comunità sta attraversando, egli riprende il filo rosso della loro storia e si ricollega ai giorni degli inizi: si erano fidati allora, devono fidarsi più che mai oggi che l’hanno conosciuto: “Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”. Perché ormai hanno fatto esperienza dell’amore umanissimo di Gesù: ha condiviso con loro fatiche e gioie, ha spezzato per loro la Scrittura, soprattutto ha creduto in loro, facendoli crescere nella libertà, è stato questo che hanno vissuto con lui. In questo modo Gesù ha narrato Dio, nella condivisione di vita con poveri uomini e povere donne, incontrando e curando poveri uomini e povere donne. Questa storia Gesù l’ha riassunta nel gesto della lavanda dei piedi, gesto di amore, gesto esigente con il quale Gesù ha voluto dire: vi ho amati e vi amo, e vi accolgo così come siete, amatevi e accoglietevi a vicenda. Ora tutto questo servirà loro per andare avanti anche senza la presenza fisica di Gesù, per raccogliere la sua eredità. È il loro tesoro prezioso, la roccia su cui costruire, il fondamento solido della loro fede/fiducia.

sorella Laura