Granelli di eternità nel tempo che passa

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21 maggio 2020

Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 14,12-21 (Lezionario di Bose)

Venuta l’ora di passare da questo mondo al Padre, Gesù disse ai suoi discepoli:" 12In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. 13E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.15Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, 17lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. 18Non vi lascerò orfani: verrò da voi. 19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. 21Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».


Il vangelo odierno ci consegna parole talmente forti, che possono lasciarci perfino increduli e sconcertati: “Chi crede in me compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste… Lo Spirito di verità voi lo conoscete… perché egli rimane presso di voi e sarà in voi… Verrò da voi… Voi mi vedrete perché io vivo e voi vivrete…Mi manifesterò a lui…”.

Sono parole che ci interrogano e ci mettono alla prova. Ci chiediamo infatti: saranno vere? Sarà proprio così? E siamo tentati di derubricarle a letteratura, come un brano da antologia, senza lasciare che ci tocchino nel vissuto concreto.

Verrò da voi… Voi mi vedrete…: come per i discepoli di Emmaus lungo la via, i nostri sensi sono troppo ingombri di noi per sentire questa presenza, leggera voce di un silenzio trattenuto, un fine assoluto silenzio (cf. 1Re 19,12). Eppure sono parole del Signore, che non mente, che si realizzano, una sua promessa certa.

In realtà, se non veniamo spogliati del nostro narcisismo, nelle forme e nelle vie che la vita conosce, non possiamo conoscere la presenza, la venuta del Signore, ormai tutto in tutte le cose (cf. Col 3,11). Lo dice la vita che Gesù ha vissuto: è necessario accettare di avere anche dei nemici, di non essere amati da tutti, per purificare e liberare la vita. Ma, paradossalmente, nel momento in cui ci cade dalle mani il potere piccolo o grande che avevamo, si apre un altro mondo, la vita eterna, che non è un dopo, un al di là, ma una categoria del presente: in questa prospettiva vanno collocate queste parole di Gesù.

Facciamo esperienza di eternità (del Cristo che silenziosamente viene, che nascostamente vediamo) tutte le volte che viviamo un’esperienza umana straordinariamente densa, quando passato, presente e futuro acquistano, nel dono di una chiarezza semplice e improvvisa, senso e luce nuova. Sono istanti di una qualità umana talmente intensa che sono come granelli di eternità nel tempo che passa

Alcune scoperte che facciamo con occhi di meraviglia, ritrovarci quando pensavamo di perderci, piccoli poveri dettagli che illuminano d’un tratto tutta un’esistenza: “Il bene crescente del mondo dipende in parte da atti non storici; e quelle cose non sono così negative per te e per me come avrebbero potuto essere, in parte a causa del numero di persone che ha vissuto fedelmente una vita nascosta, e riposa in tombe non visitabili” (George Eliot)

Attimi che si aprono come il pane tra le mani del Risorto, che in essi viene e si fa vedere nella sua maniera discreta e rispettosa. Quando ci teniamo stretti fino alle lacrime e viviamo fino in fondo i momenti di felicità, quando percepiamo il valore incalcolabile di un volto,di un incontro. Quando capiamo che non sono i nostri corpi che dobbiamo salvare, ma un senso alla vita. Quando d’un tratto, nella pace, pur dopo tante tribolazioni, nessun odio e nessuna amarezza contro niente e nessuno ci abitano, e miseria e disperazione diventano pozzi di speranza. Quando scopriamo che in fondo quanto volevamo lo abbiamo avuto: un po’ di amore, ed è tutto. Lì il Signore si manifesta e viene a noi, lì conosciamo il suo Spirito.

fratel Lino