Promessa di vita

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9 ottobre 2020

Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 8,50-58 (Lezionario di Bose)

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei Giudei:"50Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica.
51In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». 52Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: «Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno». 53Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». 54Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: «È nostro Dio!», 55e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. 56Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». 57Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?». 58Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».


Oggi facciamo memoria di Abramo, il padre dei credenti nel Dio unico.

Abramo è il primo essere umano che prestò orecchio a Dio, che intese la voce che lo chiamava. Dio lo chiamò e gli disse: “Vattene dal tuo paese e dalla casa di tuo padre” ed egli partì, affidandosi solo a quella parola del Signore. E il Signore Dio prese da quel giorno il nome “Dio di Abramo”, e gli promise: “In te ci sarà benedizione per tutte le genti della terra”, rivelandoci che è un Dio di comunione fedele per gli esseri umani. E da allora è il Dio di chiunque lo ascolti fidandosi delle sue parole, il Dio che i Salmi ci insegnano a chiamare “nostro Dio” e “mio Dio”.

Nel Vangelo ascoltiamo Gesù che sta discutendo con delle persone che, pur avendo creduto inizialmente alla sua parola, ora gli sono avverse. Ma noi sappiamo che i Vangeli sono stati scritti per noi, sappiamo che a noi sono rivolte quelle parole di Gesù.

“Se uno osserva la mia parola non vedrà mai la morte”. L’evangelista fa dire a Gesù che la sua parola è come la parola di Dio, che da sempre dà la vita a chi la compie e la ascolta con fiducia. Infatti del dono della Torà al suo popolo il Signore dice: “Ecco, io pongo davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. Scegli dunque la vita e vivrai, amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e così tenendoti unito a lui poiché è lui la tua vita”(Dt 30,15-20). Come la parola di Dio, la parola di Gesù ci trasmette la vita eterna, la vita che non ci sarà tolta neppure dalla morte. Come disse Pietro a Gesù: “Tu solo hai parola di vita eterna”. Ma solo mettendole in pratica possiamo scoprire che dalle sue parole ci viene la vita. Come fu per Abramo che partì e così divenne benedizione.

Gesù dice ancora: “Abramo esultò nella speranza di vedere il mio giorno, lo vide e se ne rallegrò”. Gesù, dicendo che Abramo si fidò della Promessa di Dio e nella fede ne vide il compimento nella venuta del Messia, riconosce nella fede di essere l’atteso dalla fede di Abramo.

La parola del Signore è sempre una promessa. E questa speranza, che anima Israele, concede a discepoli e discepole di Gesù di vedere nella fede la sua invisibile presenza in mezzo a noi. Come Abramo, e come Mosè che per la stessa fiducia nel Signore rimase saldo come se vedesse l’invisibile (Eb 11,27), anche noi dobbiamo imparare a vedere l’invisibile Signore nelle Scritture, nelle persone bisognose e sofferenti e negli umani tutti, sorelle e fratelli nostri. 

E un frutto visibile di questa visione nella fede è la saldezza, come fu per Mosè, e l’esultanza, come fu per Abramo, e per Giovanni Battista fin dal grembo di sua madre.

Oggi Gesù ci dice anche: “Non cerco la mia gloria”. Infatti non è vissuto per se stesso, ma per esaudire con tutto se stesso la misericordia di Dio. Questa la libertà di Gesù. Non cercare la propria gloria, non cercare nulla di speciale per sé, fino a non darsi pensiero della propria vita più che di quella altrui, è la condizione della libertà. Libertà indispensabile per amare, per non mentire, per intercedere con insistenza come Abramo per Sodoma, per ascoltare e annunciare le parole di Dio senza piegarle ai propri timori e interessi. 

sorella Maria