Il prossimo sono io

Photo by Solen Feyissa on Unsplash
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24 maggio 2021

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 10,29-37 (Lezionario di Bose)

In quel tempo un dottore della Legge 29 volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». 30Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. 32Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. 33Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. 34Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. 35Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: «Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno». 36Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». 37Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' così»


Nel suo cammino verso Gerusalemme, Gesù è fermato da un dottore della Legge che gli domanda: “Chi è il mio prossimo?” (v. 29).

Siamo di fronte a uno dei tanti incontri che animano il ministero pubblico di Gesù. Questa volta ha di fronte un dottore della Legge, un giurista del tempo, un uomo esperto delle Scritture che vuole verificare la preparazione di Gesù, vuole valutare la sua retta conoscenza delle Scritture, vuole misurare la sua fedeltà alla tradizione. Quel dottore sta esercitando nient’altro che la sua professione, il suo mestiere.

La domanda di quel dottore suona con un timbro freddo e asettico, come d’altronde sempre paiono le domande di ogni esaminatore saccente. Gesù non risponde direttamente a quella domanda: sa che se acconsentisse al tono teorico del suo interlocutore, dovrebbe spingersi a dare una definizione del prossimo, esponendosi così al rischio di una diatriba sull’infinita casistica che ne deriverebbe. No, il prossimo non può essere rinchiuso in una definizione

Gesù inizia invece a narrare un racconto di vita quotidiana, perché solo la vita ci insegna chi è il mio prossimo. Gesù narra di un anonimo che si fa vicino a chi è nel bisogno, perché il prossimo sono io per l’altro se decido di esserlo. Solo la vita, nelle sue situazioni più concrete e quotidiane, può spingermi al coraggio di divenire prossimo di qualcuno. Mai il volto del prossimo può essere disegnato prima dell’accadere degli eventi, prima della fatica della decisione personale. 

La parabola narrata da Gesù è molto semplice: un tale si trova nel bisogno e un altro uomo decide di fare qualcosa per lui. L’invito è uno solo: decidere di agire in favore di qualcuno. Questo è vivere come ha vissuto Gesù

Da una iniziale domanda teorica sul concetto astratto di prossimo, Gesù conduce il suo interlocutore alla domanda decisiva per ogni uomo e donna sulla terra: “Chi voglio essere per l’altro?”, “Cosa sto facendo per gli altri”?

L’ultima parola che Gesù consegna a quell’esperto della Legge di Dio è semplice: “Fa’ questo e vivrai” (v. 37), ovvero fa’ qualcosa per gli altri e vivrai, fa’ misericordia e vivrai, agisci in favore degli altri e non contro gli altri e vivrai. Un insegnamento esigente, che chiede a tutti noi di essere abitati da un cuore di carne, un cuore capace di ascolto, un cuore capace di lasciarsi coinvolgere dall’umanità di chi incontriamo nel cammino della vita.

“Fa’ questo e vivrai”. Un insegnamento sintetico, perché riporta tutti noi alla radice della nostra esistenza, segnata dalla stessa appartenenza alla stessa umanità; un’esistenza chiamata alla cura reciproca, alla comunione.

“Fa’ questo e vivrai”. Renditi prossimo, vicino all’altro che incontri e ti aprirai al senso della vita, perché il prossimo esiste solo quando decidi di renderti vicino a chi ti passa accanto.

Ecco come Gesù invita ciascuno di noi a percorrere quel cammino di vita che lui stesso ha intrapreso e attraversato. “Fa’ questo e vivrai”, vivrai come io sono vissuto, dice Gesù. Questa è la vita cristiana.

fratel Emiliano