Esauditi nell’amore

Photo by Erebus on Unsplash
Photo by Erebus on Unsplash

4 giugno 2021

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 18, 1-8 (Lezionario di Bose)

In quei giorni Gesù 1 diceva ai discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: 2«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. 3In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: «Fammi giustizia contro il mio avversario». 4Per un po' di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: «Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, 5dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi»». 6E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. 7E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? 8Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?»


Il Signore Gesù, appena finito di annunciare la venuta del figlio dell’uomo e la vigilanza che ci occorre per non vivere travolti dall’incoscienza, ci narra una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi.

Il tempo dei credenti è sempre un tempo anche di attesa, perché la fede è fondata sulla parola di Dio che è sempre anche la promessa di portare la giustizia sulla terra per amore dei poveri. La comunione con Dio è un restare affidati alla sua parola per compierla nell’attesa speranzosa della sua salvezza.

In questa parabola c’è una povera vedova che chiede insistentemente giustizia contro il suo avversario, ma il giudice cui si rivolge è iniquo, e ignora con prepotenza il diritto della donna. E solo a causa della sua perseverante e cocciuta insistenza le farà giustizia. E Gesù dice: se persino quel giudice malvagio alla fine la esaudì per la sua insistenza, quanto più il Signore esaudirà chi lo prega con insistenza (cf. v. 7). 

Gesù con questa parabola ci trasmette la sua fede fiduciosa e salda nel suo Dio e Padre, che lo accompagnerà fino e oltre la croce, fede nutrita dalla preghiera dei salmi, così colmi di vicende simili: di persone oppresse oltremisura dall’ingiustizia, che supplicano Dio giorno e notte di fare loro giustizia ricordandogli gli esaudimenti raccontati dalle generazioni precedenti, e che poi cantano le sue lodi per l’esaudimento ottenuto.

La fede di Gesù è un’intima e incrollabile fiducia nelle parole di Dio, e oggi ce la comunica esortandoci alla perseveranza nella preghiera, sempre esaudita.

Questa parola però, di primo acchito, ci pare assurda: chi di noi non sa di infinite preghiere che paiono non esaudite? Come immaginare che un genitore, o chiunque abbia amato, non abbia pregato fino all’estenuazione per i cari malati che poi non sono guariti ma morti? 

Eppure, poiché Gesù è sicuro che non saremo mai delusi di aver pregato con fiducia, dobbiamo cercare più a fondo. 

Ascoltiamo un’altra sua parola: “Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito santo a coloro che glielo chiedono” (Lc 11,13). Qui l’esaudimento di ogni supplica è lo Spirito santo. Pur non esauditi nella nostra richiesta, non saremo delusi perché Dio mantiene sempre le sue promesse, “di giustizia e di salvezza”, dice Bonhoeffer. Perché la preghiera fatta con fede rigenera sempre in noi la comunione con il Signore nello Spirito santo, il vero esaudimento, perché è l’amore di Dio effuso nei nostri cuori. Pregare è essere rivolti al Padre come figlie e figli, questa è la nostra beatitudine umana, come lo fu per Gesù. È ascoltare la sua compassione per noi e per il mondo, é lasciarci coinvolgere nella sua opera di giustizia per i miseri. È ascoltarlo ripeterci: “Non temere, sono con te, con voi, sempre”. 

Oggi Gesù ci insegna a non dubitare della fedeltà di Dio bensì della nostra, ponendoci la domanda cruciale sull’attesa della venuta del figlio dell’uomo.

Poiché la parola di Dio è sempre anche una promessa di salvezza, da essa rinfrancati e resi vigilanti, riprendiamo il cammino nel deserto invocando il suo ritorno che sarà la salvezza del mondo, quando non gli chiederemo più nulla.

sorella Maria