Convergere in unità

Photo by Daniele Levis Pelusi on Unsplash
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9 giugno 2021

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 18,19-20 (Lezionario di Bose)

In quei giorni Gesù disse ai suoi discepoli :"19In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. 20Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».


In questa settimana il nostro lezionario ci presenta una serie di brani evangelici uniti dal tema della preghiera. Nei versetti odierni si parla di preghiera di domanda e di presenza del Signore. La consapevolezza di questa presenza del Signore in mezzo ai suoi riuniti nel suo nome ha avuto una certa rilevanza nei lavori del concilio Vaticano II (che la cita in più occasioni, ad esempio in relazione alla liturgia, in Sacrosanctum concilium 7, alla preghiera comune nella pratica ecumenica in Unitatis redintegratio 8, alla vita comune nelle comunità religiose, in Perfectae Caritatis 15) e nella più recente ricerca per elaborare una teologia della chiesa come comunione. Nei secoli più antichi lo sguardo interpretativo si focalizzava sul contesto in cui questi versetti si trovano e sulle esigenze perché la presenza del Signore sia reale: si parla di un accordo, un convergere sinfonico, di perdono, di un raccogliersi per amore del Signore: presupposti indispensabili perché la preghiera sia esaudita e il Signore ponga la sua dimora nei credenti.

Dice Basilio: “Il Signore ha detto: ‘Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono là in mezzo a loro’: come dunque possiamo essere fatti degni di ciò? … II Signore ci presenta il tutto in modo particolarmente chiaro con la promessa che fa a ciascuno singolarmente: ‘Se qualcuno mi ama custodirà la mia parola, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui’ (Gv 18,20). Come dunque presso costui tale dimora deriva dall’osservanza dei comandamenti, così egli è pure in mezzo a due o tre se si saranno conformati alla sua volontà. Se invece non si sono riuniti in modo degno della chiamata né conformemente alla volontà di Dio, anche se pensano di essersi riuniti nel nome del Signore, si sentiranno dire: ‘Perché mi chiamate: Signore, Signore! e non fate ciò che dico?’ (Lc 6,46)” (Regole brevi 225).

Si può essere sorpresi che il fondamento della presenza del Signore in mezzo ai “due o tre” sia il prendere dimora della santa Trinità presso il singolo che ama il Signore e ne osserva la Parola. Questo detto di Gesù ha dei paralleli in ambiente giudaico e anche il linguaggio ne indica l’origine: “nel nome di” è il calco di un’espressione ebraica nota che significa: “per amore di”. “Se due si riuniscono insieme e le parole fra loro non sono parole di torah (legge), allora questo è un incontro di stolti… Ma se due si riuniscono insieme a ragionare delle dottrine della torah, allora la shekhinah (la presenza di Dio) è in mezzo a loro” (Mishnah Avot 3,2). Un altro testo dice: “Il posto che il mio cuore ama, lì mi guidano i miei piedi. In riferimento a questo passo i saggi hanno detto: ‘Dove dieci persone si radunano in una sinagoga, la shekhinah è con loro’ … E come sappiamo che egli è anche con tre persone che costituiscono un tribunale? È detto: ‘In mezzo ai giudici egli giudica’ (Sal 82,1). E come sappiamo che egli è anche con due? È detto: ‘Allora parlarono tra loro i timorati di Dio’ (Mal 3,16). E come sappiamo che è anche con uno? È detto: “‘In ogni luogo dove io vorrò far ricordare il mio nome, verrò a te e ti benedirò’ (Es 20,24)” (Mekhilta di 'Rabbi Ishmael 20,21,3)

Vocazione di ogni persona umana è permettere al Signore di abitare il mondo attraverso la propria vita e azione. Nel mistero personale della comunione con Dio, che l’inserzione nella vita di Cristo e l’azione dallo Spirito santo operano, il cristiano conosce che l’opera di Dio porta alla conversione dei cuori, alla convergenza dei desideri in un’unità esente da violenza, alla comunione tra fratelli e sorelle, alla comunione e alla pace tra cielo e terra.

sorella Raffaela