Lasciateli stare!

Photo by Steve Johnson on Unsplash
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5 agosto 2021

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 15,10-20 (Lezionario di Bose)

In quel tempo10riunita la folla, Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! 11Non ciò che entra nella bocca rende impuro l'uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l'uomo!».
12Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?». 13Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. 14Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».
15Pietro allora gli disse: «Spiegaci questa parabola». 16Ed egli rispose: «Neanche voi siete ancora capaci di comprendere? 17Non capite che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e viene gettato in una fogna? 18Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende impuro l'uomo. 19Dal cuore, infatti, provengono propositi malvagi, omicidi, adultèri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie. 20Queste sono le cose che rendono impuro l'uomo; ma il mangiare senza lavarsi le mani non rende impuro l'uomo».


“Lasciateli stare!”. Ecco un ordine insolito in bocca a Gesù! Eppure qualcosa ci può insegnare. Quante volte, infatti, curiosi e indiscreti come siamo, vorremmo sapere perché quel tale ha fatto questo o detto quello, perché era là quel giorno e non quell’altro. Vi è una curiosità malsana che non serve alla nostra esistenza ma la guasta e la agita inutilmente; è preferibile lasciarla perdere.

Ma occorre prima dire una parola sui farisei di cui abbiamo spesso un’immagine sbagliata dovuta in parte a ciò che ne dicono gli evangeli.

I farisei erano i religiosi legati alle sinagoghe sparse in tutto il paese, a differenza dei sadducei che erano legati al tempio di Gerusalemme. È presso di loro, nella sinagoga di Nazareth, che Gesù ha imparato la sua fede; condivideva perciò molto del loro insegnamento come la convinzione del primato dell’amore sui sacrifici. Certo fra di loro, come presso ogni autorità, religiosa o no, vi potevano essere degli ipocriti di cui si doveva denunciare l’atteggiamento.

Ma la polemica che Matteo riferisce è piuttosto diretta contro i farisei del suo tempo, i quali sono, dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme e la quasi scomparsa dei sadducei, le principali autorità religiose. Con loro la prima chiesa è entrata in conflitto; lo ricorda l’episodio del cieco nato i cui genitori non osavano parlare perché i capi dei Giudei “avevano stabilito che, se uno avesse riconosciuto Gesù come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga” (Gv 9,22). 

“Lasciateli stare!” è dunque un invito per la chiesa della fine del primo secolo. 

Ma è anche altro: questa ingiunzione si potrebbe anche tradurre: “Perdonate loro!”. Non è il suo senso qui, indica tuttavia una valenza significativa della raccomandazione di Gesù. “Lasciar stare” non è disinteresse o rifiuto della custodia del fratello o della sorella che fa parte della nostra vocazione umana, come non è solo, talvolta, l’unico modo che si ha per far capire a un altro che segue una via senza uscita. È anche l’indicazione che, di fronte a chi sbaglia – o a chi riteniamo tale –, non si deve cercare prima come correggerlo, ma piuttosto come comportarci nei suoi confronti. Ciò richiede un lavoro su di sé simile all’esercizio del perdono o all’accoglienza dell’altro nonostante quello che è e ciò che siamo noi.

È ciò che illustra la spiegazione che Gesù dà a Pietro. Ha appena dichiarato che ciò che rende impuro l’uomo non è ciò che mangia, ciò che dall’esterno entra in lui e finisce nelle fogne, ma ciò che esce da lui, dalla sua bocca, vale a dire ciò che abita il suo cuore, centro nevralgico della sua esistenza. In altri termini, ciò che rovina la nostra esistenza non sono gli altri, siano pure “farisei” o “guide cieche”, ma ciò che rimuginiamo nel cuore: i pensieri e le mormorazioni che invadono la nostra mente.

Questi davvero, non li dobbiamo lasciare stare!

fratel Daniel