La luce e l’ombra

Photo by Susan Wilkinson on Unsplash
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13 agosto 2021

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 17,14-21 (Lezionario di Bose)

In quel tempo 14si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio 15e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell'acqua. 16L'ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo». 17E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». 18Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito.
19Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». 20Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: «Spòstati da qui a là», ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile». [ 21]


Gesù scende dal monte della trasfigurazione con i tre discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni: c’è una grande folla, ci sono gli altri nove apostoli e altri discepoli. C’è agitazione e dalla folla esce un grido: “Signore, abbi pietà di mio figlio! L’ho portato dai tuoi discepoli ma non hanno potuto guarirlo”. Un grido che non ci stupisce per la richiesta di aiuto per le condizioni di sofferenza del figlio, ma per la sua denuncia così chiara e dura dell’impotenza dei discepoli

Fu Gesù stesso a inviare i discepoli in missione dando loro potere di cacciare gli spiriti impuri e di guarire ogni malattia (cf. Mt 10,1)! Perché ora non riescono in ciò che prima facevano grazie alla parola del maestro? Siamo di fronte al loro primo grande fallimento. Forse quei discepoli stanno vivendo una vera crisi di identità.

Matteo ha appena raccontato l’episodio della trasfigurazione di Gesù sull’alto monte: un momento esaltante. A tutti noi accadono questi momenti in cui prevale la luce e la bellezza. Ma è anche vero che nessuno di noi è esente dai momenti di opacità e bruttezza. L’evangelista Matteo non nasconde che tutto questo avviene anche ai discepoli, che ora si accorgono di non essere in grado di adempiere la loro missione: liberare dal male chi ne è schiavo.

La luce della trasfigurazione e l’ombra del fallimento si rincorrono: prima Gesù era in alto, sull’alto monte, nella gloria. Ora i discepoli sono in basso, in basso nella lotta contro la strutturale incapacità umana a vincere il male che è in noi e fuori di noi. La potenza della fede e l’impotenza della nostra condizione umana si abbracciano in un enigma lacerante.

Schiacciati dall’ombra di questo “non potere”, i discepoli interrogano Gesù che risponde: “Generazione incredula e perversa!”. 

La sua analisi della situazione è impietosa: siete persone senza fede! Siete persone perverse! La mancanza di fede getta inesorabilmente nella perversione, che è quell’erranza senza direzione, quel vagare senza meta, seguendo i propri idoli, interessi e vantaggi. È l’immagine della de-vocazione e della regressione nella sequela, che invece è seguire le orme del Signore, restare dietro a lui, ovunque vada.

Nell’episodio della trasfigurazione è la stessa voce del Padre che indica il vero compito dei discepoli: “Questi è il mio Figlio amato, ascoltatelo”. La fede è il frutto dell’ascolto di Gesù il Figlio. Non altro.

Il problema della lotta contro il male non è di assumere tecniche più o meno raffinate o efficaci, ma di ascoltare e mettere in pratica la parola di Gesù. È questo ascolto che può sciogliere i vincoli dal male, sciogliere le catene che ci legano e ci schiavizzano. Solo l’arte dell’ascolto ci libera da noi stessi e ci libera dalle situazioni di morte.

L’ultima parola di Gesù è un invito a guardare in grande: con la vostra fede, anche se piccola come un granello di senape, riuscirete a trasportare il monte, il monte della trasfigurazione, il monte della comunione con il Figlio amato. La fede che nasce dall’ascolto di Gesù trasporta ovunque questo monte. Che è rifugio e roccia. E niente e nessuno potrà rapircelo. 

E nessuna terra di libertà sarà mai più impossibile. 

fratel Emiliano