Preghiera concorde e perdono

Photo by Solen Feyissa on Unsplash
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18 agosto 2021

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 18,15-20 (Lezionario di Bose)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:" 15Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; 16se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. 17Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. 18In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.19In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. 20Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».


I discepoli hanno appena interrogato Gesù su chi fosse il più grande nel regno dei cieli – in realtà per decidere chi fosse il più grande tra loro –; Gesù ha risposto parlando di scandali: da un lato non scandalizzare i piccoli, dall’altro togliere da noi stessi ciò che ci è di scandalo-inciampo nella sequela; poi ecco nuovamente i piccoli da non disprezzare e la pecorella smarrita da andare a cercare; dopo il nostro brano, Pietro non pare aver colto l’insegnamento sulla correzione fraterna e chiede di quantificare i limiti della pazienza verso chi pecca; infine la parabola del debito condonato ci mostra la nostra qualità di servitori incapaci di far nostra la misericordia del Signore.

È al centro di questa sequenza che troviamo i due passi del brano odierno: l’itinerario per la correzione e la riconciliazione nella comunità cristiana e l’insegnamento sulla concordia nella preghiera che la rende atta a essere esaudita e sulla presenza del Signore in mezzo alla sua comunità. Parrebbe avulso dal contesto l’insegnamento sulla preghiera, ma avulso non è, e ce lo ricorda Basilio, insuperabile maestro di vita comune, cristiana e monastica: “Il potere di perdonare (che in realtà non è potere arbitrario, bensì responsabilità di sciogliere dalla colpa, a nome del Signore) non viene in modo assoluto, ma solo quando chi si pente obbedisce e si accorda con chi ha cura della sua anima”. Basilio infatti precisa che le parole “se due di voi si accordano” si riferiscono “a chi rimprovera il peccatore e a chi viene rimproverato”.

Potremmo allora rileggere i versetti sulla preghiera concorde anche allargando la prassi della correzione fraterna dalla vita interna delle singole comunità alle relazioni tra le chiese, ricollegandoci all’incipit del capitolo sullo scandalo. La divisione dei cristiani è ancora oggi uno scandalo che ferisce soprattutto i piccoli, coloro che dalla chiesa loro madre vorrebbero ricevere nutrimento e consolazione, non latte inacidito da dispute tra chiese sorelle su chi è la più grande, la più retta, la più vicina al regno. Per superare questo scandalo degli smarriti, dobbiamo innanzitutto tagliare e gettare via da noi tutte quelle ricchezze non essenziali che con il loro ingombro ci impediscono di entrare nella vita assieme ai piccoli che il Signore ha chiamato a sé.

Solo allora saremo in grado di correggere l’altro, ammonendolo con discrezione e pazienza infinita, ricordandogli la volontà del Signore e attivando in lui l’ascolto della parola di Dio che risana. Allora, insieme, potremo discernere tutta la portata della responsabilità affidataci di sciogliere e legare: quali energie di vita possiamo favorire e quali catene di schiavitù possiamo spezzare, quali pesi togliere dalle spalle dei piccoli e quali assumere su di noi, nella certezza che il Signore già li ha presi e portati con sé sulla croce.

È qui che diviene decisiva la preghiera concorde: il Signore Gesù è con noi se ci riuniamo nel suo Nome e il Padre esaudisce la preghiera del Figlio che ha chiesto e continua a chiedere che i suoi discepoli siano una cosa sola perché il mondo creda. Dal convergere dei nostri cuori nella preghiera dipende lo scioglimento di ogni intralcio alla ritrovata unità dei cristiani e il rinsaldarsi dell’unico legame che non va spezzato, il vincolo della carità.

fratel Guido