Sulla tua parola

Photo by Kseniya Lapteva on Unsplash
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2 settembre 2021

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 5,1-11 (Lezionario di Bose)

In quel tempo 1 mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, 2vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. 3Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
4Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». 5Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». 6Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. 7Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. 8Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». 9Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; 10così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini». 11E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono


“La parola”. È una protagonista di rilievo nel racconto lucano. Parola di Dio, che le folle ascoltano dalle labbra di Gesù, accorrendo a lui perché il suo insegnamento ha autorevolezza (cf. Lc 4,38). Una parola che irrompe nel quotidiano dell’esistenza di alcuni pescatori che sulla sponda del lago di Gennèsaret sono intenti a riassettare le reti utilizzate per la pesca. Una parola pronunciata dapprima con delicatezza, quando Gesù, salito sulla barca, chiede a Pietro di scostarsi un po’ dalla riva per farsi udire meglio dalle folle, e poi in modo perentorio, quando gli comanda di prendere il largo e di gettare di nuovo le reti per la pesca.

Quest’ultima appare una richiesta poco sensata: non si pesca forse di notte? In effetti per Pietro e i suoi compagni la fatica del lavoro e la delusione per l’esito infruttuoso si fanno sentire: “Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla!” (v. 5). Gesù ci viene incontro nelle nostre stanchezze, quando avvertiamo il peso di sforzi inutili e di speranze non realizzate, ma è proprio in tali situazioni che possiamo fare spazio in noi a una parola altra che ci invita a fare un passo più in là, a ripetere con fiducia rinnovata anche quelle azioni finora senza esito, perché vale la pena ritentare. “Fecero così” (v. 6). Pietro si fida della parola di Gesù; è un affidarsi docilmente che precede il comprendere. La fede chiede di osare un rischio, altrimenti non è tale.

Prendere il largo, uscire in mare aperto. Sperimentiamo quanto sia vitale prendere di tanto in tanto una distanza dal solito tran tran, dall’abituale modo di ragionare sulle cose per vederle da un’altra prospettiva, e vederci noi stessi in verità. È il cammino compiuto da Pietro che di fronte all’abbondanza straripante della pesca riconosce il suo non essere degno di stare alla presenza del Signore in quanto peccatore. 

Pietro avverte una distanza da Gesù, che il Signore stesso colma rivolgendogli una parola che conforta e promette: “Non temere” (v. 10). Sì, non avere paura Pietro, voglio fare qualcosa dei tuoi scacchi e delle tue fatiche, è proprio te che sto chiamando per affidarti un compito nuovo; la tua debolezza è grazia agli occhi del Signore, così come lo è stata per Maria: “Non temere Maria, perché hai trovato grazia presso Dio” (Lc 1,30). Gesù non si stancherà mai di ripeterlo nel corso del suo ministero: riconoscersi bisognosi è l’atteggiamento che ci apre ad accogliere la sua parola e far sì che la grazia possa lavorare in noi. Ricordiamo la parabola del fariseo e del pubblicano al tempio (Lc 18,9-14): quanti sono sicuri di sé tornano a “reti” vuote, a differenza di coloro che riconoscono la propria inadeguatezza e contano invece sulla parola del Signore.

“Sulla tua parola” (v. 5). Pietro stesso è “pescato”, catturato dalla parola del suo Signore che ha riconosciuto come parola affidabile. A lui e ai suoi compagni Gesù affida la missione di “pescare altri uomini” (più letteralmente: “prendere uomini vivi, per la vita”. Cf v. 10). Prendere non per conquistarli a sé, ma per farli salire sulla barca del Signore. Attraverso il dono di una parola che genera alla vita perché dà speranza e fiducia, apre vie possibili, fa sentire l’altro riconosciuto e amato.

fratel Salvatore