Camminare senza meta

Photo by Raimond Klavins on Unsplash
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30 novembre 2021

Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 1,35-42a (Lezionario di Bose)

35In quel giorno Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». 37E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 38Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì - che, tradotto, significa Maestro -, dove dimori?». 39Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
40Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 41Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» - che si traduce Cristo - 42e lo condusse da Gesù.


“Venite e vedrete” (v. 39). Così Gesù risponde alla domanda dei due discepoli, di cui Giovanni ci dice che uno si chiamava Andrea e che era fratello di Simone, a cui Gesù darà il nome di Pietro. “Venite e vedrete”. Gesù non spiega, né si complimenta del fatto che quei due uomini che fino a poco prima erano con Giovanni Battista ora seguano lui, non ne sembra compiaciuto, e continua a camminare. Gesù non si lascia mai lusingare dal fatto che qualcuno lo segue o dichiara di volerlo seguire (cf. Lc 9,57-58), o di voler imparare qualcosa da lui (cf. Lc 12,13-15), o dalle lodi che riceve, dai complimenti (cf. Mc 10,17-18), dalle approvazioni. Gesù, infatti, sa che le lodi possono nascondere ipocrisia e menzogna, poiché si possono lodare gli inviati del Signore, si possono lodare i profeti e costruire loro grandi monumenti, cioè magnificarli, ma senza l’intenzione di ascoltare il loro messaggio che chiede conversione, concreto mutamento di vita, ritorno al Signore, giustizia fraterna (cf. Mt 23,29-31).

“Venite e vedrete”: Gesù chiama semplicemente il discepolo al coinvolgimento nel suo cammino senza che il discepolo conosca in anticipo la meta, dove concretamente andrà, ma sapendo solo che andrà dietro a lui e rimarrà con lui, che dove sarà lui là sarà anche il suo servo (cf. Gv 12,26), e che se uno lo serve il Padre stesso lo onorerà (cf. Gv 12,26). Ecco la meta, ecco verso dove Gesù cammina, con piena consapevolezza (cf. Gv 13,1), quella consapevolezza che lo porta a farsi anzitutto lui servo dei suoi discepoli (cf. Gv 13, 3-11).

Del resto, la parola aramaica che forse Giovanni aveva pronunciato quando aveva designato Gesù come “agnello di Dio” (v. 36), la parola talia voleva dire anche “servo”. Giovanni, dunque, designa Gesù come “l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo” (Gv 1,29), come l’agnello pasquale, ma forse anche come il Servo del Signore di cui aveva parlato a più riprese il profeta Isaia.

Ecco dunque che Andrea e l’altro discepolo si mettono alla sequela di un Servo-Agnello, che li conduce verso dove egli stesso cammina senza altra certezza che quella di camminare con lui e dietro a lui, senza conoscere in anticipo la meta, senza sapere neanche quali saranno i passi successivi.

E per seguire Gesù si staccano da Giovanni. Camminare - e Gesù sempre cammina - richiede infatti degli abbandoni, richiede dei distacchi, altrimenti, semplicemente, non si può camminare, ma ci si ferma. Ma Gesù cammina, sempre, perché la sua vita è un cammino ininterrotto verso la dimora del Padre, e dunque se qualcuno vuole camminare con lui e dietro a lui deve essere pronto anche a lasciare, ad abbandonare, a vivere dei distacchi, delle separazioni, anche da realtà positive e sante, come era per Andrea e per l’altro discepolo il fatto di stare con Giovanni Battista.

E l’evangelo non dice che Giovanni inviò i due discepoli da Gesù, ma le sue parole suonano come un’esclamazione: “Fissando Gesù che passava disse”, non “disse loro”, ma “disse”, quasi esclamò, come rendendo nel deserto, senza destinatari precisi, una testimonianza a Gesù che lui “era”, mentre di sé aveva detto che “non era” (cf. Gv 1,19-27). E i due discepoli, udito, seguirono Gesù (v. 37). E noi?

sorella Cecilia