Una luce sorge, il Regno è vicino

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23 giugno 2022

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 4,12-16 (Lezionario di Bose)

In quel tempo 12quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, 13lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, 14perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:

15Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
16Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta.


Il brano di oggi comincia con la notizia dell’arresto di Giovanni. Il precursore di Gesù lo precede anche nel martirio. Gesù si innesta sulla strada aperta dal Battista anche nel modo in cui inizia il suo ministero. Giovanni ha fatto da tramite tra Antico e Nuovo testamento, Gesù lo porta a compimento. 

Questo viene esplicitato nel brano di oggi anche attraverso la citazione del testo di Isaia, ma non dobbiamo dimenticarci del testo che lo precede: le tentazioni di Gesù nel deserto, che vengono superate da lui stesso attraverso la sua adesione profonda alle parole della Legge. Il tema del compimento delle Scritture è molto caro all’evangelista Matteo. In tutto il suo vangelo l’espressione "perché si compisse ciò che era stato detto” ricorre molto spesso. All’evangelista preme sottolineare che la missione di Gesù non avviene nella rottura con il passato, ma il messaggio di salvezza è stato preparato e custodito per compiersi nel tempo di Gesù.

La citazione di Isaia di oggi ce lo dimostra. La profezia predicava la liberazione dall’oppressione assira. Matteo utilizza questa profezia di Isaia per applicarla a Gesù con un nuovo senso. Questo popolo, che abitava nelle tenebre, è nella Galilea delle genti, nella Galilea dei pagani. La luce sorge proprio nella Galilea dei pagani. Tutta l’attività di Gesù è vista come luce che dissolve la tenebra. 

Proprio in questa tenebra, la tenebra della violenza, inizia il ministero di Gesù. Paradossalmente la sua attività comincia “ritirandosi”. O meglio il suo ministero ha ancora bisogno di tempo di preparazione e anche di allontanarsi da pericoli. Non è ancora il tempo di affrontare apertamente coloro che ostacoleranno l’annuncio del regno di Dio. Tuttavia è importante sottolineare che il ministero di Gesù comincia in un clima di persecuzione e l’arresto di Giovanni è un segno evidente. Gesù si allontana da Nazaret dove aveva vissuto per trent’anni, un paese sconosciuto ai molti, dove ha imparato il mestiere di vivere. Questi anni sono già un annuncio, anche se silenzioso, di come poter vivere la quotidianità, come poter trovare e far parte di quel regno di Dio che è insito nella vita e nelle relazioni quotidiane. 

Ora la sua missione comincia a prendere una dimensione pubblica. Proprio a Cafarnao Gesù chiama i primi apostoli a seguirlo. Cafarnao, una città sul lago Tiberiade, era una zona molto popolosa, zona di confine e di commercio dove c’erano molti giudei e molti pagani. Dunque il ministero di Gesù avviene in una zona semipagana. Egli annuncia il messaggio di salvezza, che parte dalla conversione di ciascuno, senza fare distinzione di provenienze ed appartenenze. Il regno di Dio è vicino, come dirà nei versetti successivi: è vicino a giudei e greci, schiavi e liberi è vicino a chiunque voglia accettarlo e si predisponga a renderlo concreto nella sua vita.

sorella Beatrice 


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