“Voglio la misericordia e non il sacrificio!”

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15 luglio 2022

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 12,1-8 (Lezionario di Bose)

1 In quel tempo Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. 2Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». 3Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? 4Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell'offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. 5O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? 6Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. 7Se aveste compreso che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrifici, non avreste condannato persone senza colpa. 8Perché il Figlio dell'uomo è signore del sabato»


Inizia il capitolo 12 di Matteo in cui Gesù viene preso di mira soprattutto da alcuni farisei che contrastano e contraddicono il suo operare e il suo parlare - suo e dei suoi discepoli. E allora Gesù cerca non tanto di giustificarsi, ma di spiegare, di fare luce sulla strada che bisogna percorrere, cercando di porre nella giusta prospettiva il rapporto tra la legge e il Dio che l’ha donata

È estate e Gesù cammina di villaggio in villaggio con i suoi discepoli attraversando i campi di grano ormai maturo. I discepoli hanno fame e raccolgono e mangiano delle spighe di grano, questo secondo la legge è possibile : “Se passi tra la messe del tuo prossimo, potrai coglierne spighe con la mano, ma non potrai mettere la falce nella messe del tuo prossimo“ (Dt 23,26). Il problema è che questo avviene in giorno di sabato, giorno di riposo, sottoposto a regole ben precise, in cui sono permesse solo alcune e poche azioni, tutto il resto non si può fare di sabato perché contravviene al comando di Dio.

Gesù racconta due episodi della storia di salvezza che possono aiutare a far capire che cos’è il sabato. Davide e i suoi compagni che mangiano i pani dell’offerta e i sacerdoti che mangiano in giorno di sabato, ma non infrangono il sabato. Eccezioni alla legge che ricordano che la legge è per l’uomo, per la vita dell’uomo e non dei precetti rigidi da osservare senza discernimento.

Gesù finisce poi con una citazione del profeta Osea che è un insegnamento sintetico e quasi lapidario: “Misericordia io voglio e non sacrificio” (v. 7).

La legge, come il riposo del sabato, sono strumenti che Dio dona perché aiutino il popolo a restare fedele a lui, appunto Os 6,6 dice “Voglio l'amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti “, e alla sua logica di amore e di bene. L’osservanza non è fine a sé stessa, non ha valore in sé, ma è il mezzo per vivere ciò che Dio insegna, per vivere una vita all’insegna del suo amore.

Quando la legge viene assolutizzata perde il suo senso, il suo significato, il suo fine. Il Signore non vuole l’osservanza a tutti i costi, ma vuole la misericordia, lo sguardo buono e benevolo verso l’altro. I precetti sono le vie per aiutarci nel cammino dietro al Signore occasione di ricordo suo e delle opere da lui compiute. L’importante resta il custodire la nostra umanità che è la strada dell’incontro con il Signore e con l’altro. Il saziare la fame viene prima del riposo del sabato, così come guarire un malato perché è donare la vita piena che è il desiderio di Dio per noi: la vita e la salvezza dell’uomo.

Quante volte anche il nostro sguardo è fisso all’agire dell’altro accanto a noi e ne vede solo il comportamento sbagliato e non ne vede “la fame” che lo muove, il bisogno, il desiderio, l’intenzione profonda che lo abita.

La misericordia deve essere la cifra del nostro vivere per noi e per gli altri. Per noi stessi, per non vivere dei precetti che hanno perso senso, ma nel darci la libertà per vivere una vita umana vera e profonda, per gli altri che possiamo accostare con uno sguardo che non giudica, ma lascia aperta una possibilità, una spiegazione, una fiducia.

sorella Roberta