Elia profeta annuncia il giorno del Messia

f5fd31a20e5ae1ea0a4b08a3eb41d2b5.jpg

20 luglio 2022

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 12,46-50 (Lezionario di Bose)

In quel tempo1Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 2E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». 5Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». 6All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». 8Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
9Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».
10Allora i discepoli gli domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». 11Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa.


Oggi facciamo memoria di Elia profeta, uno dei pochi santi dell’Antico Testamento che viene ricordato dal martirologio cattolico. Nella sua persona i cristiani di tutte le chiese vedono il rappresentante più significativo della tradizione profetica ebraica; per questo insieme a lui ricordiamo anche tutti i santi profeti. Di lui non è narrata la morte, ma il suo rapimento in cielo in un carro di fuoco. Con questo si vuole sottolineare che il suo spirito continuerà a essere presente nella storia di Israele. A lui è dedicato un intero ciclo nell’Antico Testamento ed è più volte menzionato anche nel Nuovo.

Per farne memoria ci è proposto il testo della Trasfigurazione. Testo che ha una grande centralità nei tre vangeli sinottici e in cui emerge con forza la sua qualità profetica. La profezia ha avuto il compito di annunciare la venuta del Messia preparandogli la strada. Gesù, infatti, non è venuto ad annullarla ma a portarla a compimento.

Si può vedere un significativo passaggio di questo nel brano proposto in cui Gesù viene visto dai tre discepoli mentre conversava con Mosè ed Elia. Questa conversazione mostra bene come la Trasfigurazione di Gesù dipenda fortemente dal suo rapporto con le sante Scritture. Così troviamo una concreta indicazione anche per la trasfigurazione delle nostre vite. Questa può avvenire grazie alla frequentazione che abbiamo con le sante scritture. Ed è proprio ciò che stiamo cercando di fare in questo momento accostandoci alla lettura della pagina evangelica.

Gesù in questo testo ci mostra il cammino, la lettura delle sante Scritture, e il fine, la trasfigurazione delle nostre vite, a cui tende tutto il nostro rapporto con le sante Scritture. In esse, infatti, ci è dato lo strumento privilegiato per conoscere e amare il Dio che si è rivelato a noi nel Signore Gesù.

Troviamo un’altra indicazione per far luce sul rapporto tra Gesù ed Elia nella risposta che Gesù dà alla domanda dei discepoli sulla venuta di Elia: “Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa”. Al termine del libro in cui la Bibbia raccoglie i testi profetici viene detto che il Signore Dio invierà il profeta Elia prima che giunga il giorno del Signore (cf. Ml 3,23-24). Giorno “grande e terribile” perché se non ci sarà la conversione ci sarà il grande sterminio annunciato dai profeti. Ciò a cui i profeti vogliono spingere è la conversione. Lo sterminio vuole essere un deterrente, una minaccia affinché non avvenga il peggio. Ecco, dunque, che Elia viene mandato proprio per evitare che avvenga lo sterminio e ci sia la conversione.

Ma purtroppo Gesù ammonisce dicendo che Elia è già venuto in Giovanni Battista e, non essendo stato riconosciuto, è stato ucciso. Così lo sterminio che doveva colpire ogni essere umano a causa della sua difficoltà a convertirsi è caduto sul precursore di Gesù

Gesù vede in questo la prefigurazione di ciò che avverrà anche a lui, e perché i discepoli non si scandalizzino viene ora mostrato loro il fine del suo soffrire: la trasfigurazione. Trasfigurazione che è già possibile nelle nostre vite proprio grazie alla nostra conversazione con le sante scritture. Questa la felice notizia che oggi nella memoria di Elia e di tutti i profeti ci viene proposta.

fratel Dario di Cellole