Non così tra voi !

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26 agosto 2022

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 20, 24-28 (Lezionario di Bose)

In quel tempo 24gli altri dieci discepoli, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. 25Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. 26Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore 27e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. 28Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».


È molto probabile che l’indignazione dei discepoli verso la richiesta di Giacomo e Giovanni sia dovuta non tanto alla loro richiesta, che denota un’incomprensione profonda rispetto al messaggio di Gesù, quanto piuttosto al fatto che i dodici considerano l’atto dei due fratelli come una concorrenza, dato che non si è ancora spenta la discussione tra loro “su chi fosse il più grande”. Tuttavia Gesù non si piega al loro stato d’animo, ma coglie l’occasione per un insegnamento, rivelando la legge fondamentale dei discepoli, la nuova mentalità dei credenti, ciò che fa la differenza cristiana. 

Differenza che nasce da un completo capovolgimento e dunque conversione della relazione di potere. Gesù descrive un ben noto quadro di esercizio di potere in cui l’oppressione dell’altro, normalmente del più debole, è all’ordine del giorno, o meglio è ciò su cui si basa il potere. Gesù non si sofferma a denunciare un tale comportamento, non è necessario. La distanza da prendere da tale tipo di oppressione è implicita nel suo discorso: “tra voi non sarà così”. La sua affermazione è discriminante: colui che è mio discepolo non può opprimere il più debole; e tornando al dilemma dei discepoli stessi risponde chiarendo chi effettivamente sia il più grande: “chi vuole essere il più grande tra voi sarà il vostro servitore” (Mt 20,27). 

Così in poche parole Gesù è riuscito a porre fine alla diatriba tra i suoi discepoli e ha sovvertito quell’ordine sociale che si basa sulla relazione di potere, in cui il rispetto dell’altro, in particolare del più fragile, è completamente assente. Importante è notare che Gesù parla di governanti e capi e poi chiama in causa i discepoli, in tal modo, pur facendo un discorso generale, riesce a entrare nella situazione concreta della comunità cristiana rivolgendosi direttamente ai dodici. Non si tratta di essere capi delle nazioni per esercitare un potere sull’altro: nella nostra giornata capitano mille occasioni in cui possiamo scegliere se opprimere l’altro o servirlo

L’oppressione dell’altro non fa parte dell’agire cristiano, ecco perché Gesù è così chiaro. Egli prosegue il discorso ponendo il servizio come forma di relazione verso l’altro e dunque automaticamente chi si mette al servizio dell’altro questi sarà il più grande, se proprio bisogna usare queste categorie.

Infine le parole di Gesù non rimangono come degli enunciati staccati dalla realtà, ma sono incarnati nella persona stessa di Gesù. Egli si pone come esempio dicendo che il suo compito principale è quello di servire e aggiunge tra le righe che questo servizio è un servizio libero, senza tornaconto. Quel “dare la propria vita in riscatto per molti” descrive come l’agire di Gesù sia mosso dal portare il bene al fratello anche a costo della propria vita, espressione della massima libertà da sé e dal proprio io ed espressione dell’amore di Dio per l’uomo. 

Dunque la grandezza, la gloria, il potere, la ricchezza sono temi affrontati in queste pagine del vangelo perché stanno a cuore a ognuno di noi: Gesù, invece, chiaramente le ha dichiarate pietre d’inciampo e attraverso il servizio al fratello e alla sorella ha indicato quella via percorribile verso il regno di Dio, anche se molte volte stretta.

sorella Beatrice