Entrare nella sua barca

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18 gennaio 2024

Mc 3,7-12

In quel tempo 7Gesù con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea 8e da Gerusalemme, dall'Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. 9Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. 10Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. 11Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». 12Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.


Questo brano presenta un momento cruciale del ministero pubblico di Gesù. È interessante notare la diversa provenienza geografica di coloro che lo seguono. La loro provenienza, non solo dalla Galilea ma anche da regioni pagane remote, mette in luce la crescente popolarità di Gesù e l’universalità del suo messaggio. Esso supera i confini territoriali, sociali e culturali, attirando a sé tutti gli uomini, come anticipato nella profezia di Isaia (cf. Is 2,2-3).

Le persone sono attratte da Gesù non solo per la curiosità suscitata dai numerosi miracoli e dalle sue azioni straordinarie, né soltanto per la speranza di guarigione fisica e spirituale, ma anche per fede. I suoi gesti e le sue parole incarnano il suo insegnamento e il metodo di diffusione del messaggio di salvezza per tutti gli uomini (cf. 1Tm 2,3-4).

Gesù è accompagnato dai suoi discepoli chiamati in precedenza (cf. Mc 1,16-20; 2,13-17), che nei versetti successivi (cf. Mc 3,13-19) vengono designati come i Dodici apostoli. Questo evento è fondamentale per la chiesa nascente, poiché segna l’inizio di una comunità concreta: il nucleo apostolico, investito di autorità e discernimento, è chiamato a fronteggiare le sfide spirituali e a propagare la buona notizia: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel vangelo” (Mc 1,15).

Gesù si trova al centro di una folla che cerca di toccarlo per ricevere guarigione (cf. v. 10). Questo episodio sottolinea l’incessante ricerca di Gesù da parte della gente. Essa non desidera solo ascoltarlo, ma cerca di toccarlo. Egli, mentre guarisce molti, si impegna nell’equilibrio sottile tra la sua compassione per le necessità della folla e l’esercizio del suo potere messianico.

Nel contesto della sua crescente fama, per meglio gestire la sua missione, Gesù chiede ai discepoli di preparare una barca per evitare di essere schiacciato dalla gente. La barca, simbolo della chiesa, fornisce uno spazio di comunione tra Gesù e i suoi discepoli. 

La reazione degli spiriti impuri che riconoscono Gesù come “Figlio di Dio” (v. 11) aggiunge una dimensione spirituale al racconto (cf. Mc 1,11; 9,7; 14,61-64; 15,39). Con autorevolezza Gesù li zittisce per prevenire distorsioni o manipolazioni della sua identità divina, che potrebbero ostacolare la volontà e il kairos (il tempo opportuno) del Padre nel compimento del suo piano.

La rivelazione progressiva dell’identità messianica di Gesù si manifesta attraverso la sua mitezza, i suoi insegnamenti, il suo potere di realizzare miracoli, la sua resurrezione e la testimonianza affidabile dei suoi discepoli, destinati a diffondere il suo messaggio con il dono dello Spirito santo fino all’estremità della terra (cf. At 1,8). Emerge un ritratto del Messia atteso, il Figlio di Dio, che guida la sua comunità nella verità, nella giustizia e nell’amore, nella speranza di una fede genuina e una conversione autentica.

Il testo risuona come un invito a un incontro personale con Gesù, chiamando ognuno di noi ad ascoltarlo, seguirlo, amarlo, servirlo e a partecipare attivamente alla sua missione. La sfida è di entrare nella sua barca, abbandonando le folle ai margini per vivere della sua grazia. Egli ci dice: “Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” (Mt 11,28) e ci pone anche la domanda “Ma voi, chi dite che io sia?” (Mc 8,29).

sorella Monica


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