IV domingo de Advento

E mentre egli è immerso in questa sofferenza, in questa ricerca di giustizia e di misericordia, Dio gli manda un messaggio, gli fornisce l’interpretazione della gravidanza di Maria. Mentre dorme, l’angelo interprete gli sussurra, chiamandolo per nome: “Giuseppe, tu che sei figlio di David, che appartieni alla discendenza regale messianica, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino generato in lei viene dallo Spirito santo”.

Giuseppe era un artigiano, forse un falegname, di un piccolo villaggio della Galilea, ma è chiamato “figlio di David”, perché a questo titolo riceve ora una vocazione impensata: avrà un figlio ma non generato da lui, un figlio concepito da Maria ma generato dalla potenza di Dio, dal suo Spirito santo. Aveva desiderato avere un figlio da Maria, ma ora, proprio perché deve essere padre secondo la Legge del Messia davidico, deve ricevere questo figlio non suo come dono di Dio.

Giuseppe rinuncia al figlio “secondo la carne” e riceve un figlio “secondo la promessa” (cf. Gal 4,23.28). A questo bambino che nascerà da Maria egli dovrà dare il nome di Gesù, manifestandogli così la vocazione di Dio che lo chiama a essere salvezza del suo popolo.