Spiritual Paternity and Christian Maturity

Bose, 20 September 2008
Natalija Suchova, University of Moscow
XVI International Ecumenical Conference
by Natalija Suchova
I consigli degli starec davano il diapason della vita spirituale, l’orientamento verso la Verità e la salvezza, perché con le loro labbra parlava la Chiesa
The Letters to the Nuns
by Makarij di Optina,
Ignatij Brjan?aninov,
Theophan the Recluse

(Original in Russian translated into Italian)

 

XVI International Ecumenical Conference
Spiritual Paternity in the Orthodox Tradition

Bose, 20 September 2008

NATALIJA SUCHOVA, University of Moscow

Introduzione

Lo star?estvo russo – carne della carne dello star?estvo della Chiesa universale - ebbe e ha suoi specifici caratteri. Fin dall’inizio della predicazione del Vangelo in Russia, dal suo battesimo, la vita della Chiesa in Russia si formò in tal modo, che le autorità spirituali, i precettori del popolo furono i duchovniki, uomini dello spirito, normalmente monaci, gli starec dei monasteri.
Ovviamente lo starcestvo non si limitava ai monasteri o comunque all’ambito di chi conduceva vita monastica. Ma il monachesimo, dove più che altrove si rifletteva sui problemi dello spirito, sulla lotta alle passioni, dove si approfondivano questi concetti, apportò alla Chiesa una ricca esperienza e una preziosa eredità nell’anima profonda della vita ecclesiale. Perciò in questa relazione si parlerà proprio di tale nutrimento monastico, e in particolare nell’ambito del monachesimo femminile.
La tradizione monastica e lo star?estvo a essa collegato, la direzione spirituale come base della vita monastica non si interruppero nel sottosuolo della chiesa russa, malgrado i gravi eventi storici, le invasioni, i vari influssi cristiani e anti-cristiani, le svolte storiche. Nei diversi secoli si organizzò in modo diverso, talora nascondendosi nel deserto e negli eremi, talora abbracciando un gran numero di uomini alla ricerca di ricchezza spirituale e di salute dell’anima. Uno di questi periodi di crescita dello star?estvo fu tra la fine del 18°-inizio del 19° secolo. Lo starec Paisij Veli?kovskij portò in Russia le tradizioni del monachesimo del Monte Athos, infondendo nuova vita ai monasteri ed educando schiere di allievi. Questa tradizione alimentò l’esperienza dell’ascetismo monastico, cercando risposte alle questioni eterne così come ai concreti problemi spirituali di chi cercava in essa una guida per il proprio cammino. Particolare importanza in questa tradizione ebbe lo star?estvo dei monasteri di Optina Pustyn e del suo eremo di Giovanni Battista.
Oltre alla direzione spirituale dei loro monaci, gli starec avevano dei figli spirituali in altri conventi e anche tra i laici nel mondo. Una delle forme di direzione spirituale furono le lettere che gli starec scrivevano ai loro figli spirituali. Vedremo alcuni insegnamenti che le grandi guide spirituali davano per lettera alle figlie spirituali che si trovavano nei monasteri femminili.

Gli starec del 19° secolo.
Qualche parola sugli autori di queste lettere.
Uno dei primi starec di Optina fu il venerabile Macario (Ivanov). Ha lasciato molte lettere ai suoi figli spirituali, monaci e laici. Il suo allievo, altrettanto noto venerabile Ambrogio di Optina scrisse sulle lettere del maestro: “Leggete queste lettere. Troverete in esse abbondante edificazione e conforti nei vostri dolori e la soluzione dei dubbi che vi assillano”. Il padre Macario per la sua umiltà spesso non si esprimeva, avendo compassione della nostra debolezza, ma nelle sue lettere spiega la verità direttamente, spesso senza volerlo”.
Il santo monaco Macario (Ivanov) (1788-1860) di famiglia nobile, dall’età di 22 anni alla sua morte, per 50 anni operò nella vita monastica: era un monaco sacerdote, fece la professione solenne due anni prima di morire.
Era erede della tradizione del santo monaco Paisij (Velickovskij) attraverso un allievo di lui – lo starec Atanasio – sia per l’ambito monastico, che per quello della traduzione dei testi.
Nel 19° secolo tra i monaci e gli starec figurano due archierej, il vescovo Teofane (Govorov) il Recluso e il vescovo Ignatij (Brjan?aninov). L’inserimento di vescovi nella schiera delle guide spirituali – fatto non caratteristico della Russia del 19° secolo - evidenzia ancora una volta che lo star?estvo è una speciale vocazione spirituale. Ambedue erano anzitutto eremiti e uomini di preghiera, guide spirituali nel senso più profondo della parola. Sebbene essi siano asceti, fini teologi, conosciuti uomini di Chiesa, dobbiamo dire qualcosa sulla loro concezione della direzione spirituale, sui suoi principi e fondamenti.
Il santo vescovo Ignatij (1807-1867) era anche lui di famiglia nobile, aveva una formazione laica, era ingegnere militare. Ma il suo desiderio di vita monastica lo portò nel 1827 in monastero, conobbe la tradizione di Optina, fu priore dell’eremo della Trinità e san Sergio vicino a Pietroburgo, e dal 1857 fu vescovo nel Caucaso.
Le lettere di Ignatij hanno una particolare importanza nel patrimonio epistolare degli starec russi. Ignatij, avendo studiato profondamente l’antica esperienza di direzione pastorale e spirituale, era piuttosto severo nei confronti dello star?estvo del suo tempo. Egli dice che una tale obbedienza esisteva forse nei tempi antichi, sebbene anche allora di tali starec “ce ne furono sempre pochissimi”. Nell’epoca a lui contemporanea egli non vedeva degli starec, egli stesso dava consigli basandosi sugli insegnamenti e sulla vita dei santi padri, aiutava i suoi figli a condurre la vita sotto la guida degli scritti dei padri.
Il santo vescovo Teofane (1815-1884) era un rappresentante del monachesimo studioso, quello speciale genere di monachesimo il cui servizio era legato piuttosto all’insegnamento nel seminario più che al monastero. Come molti rappresentanti del monachesimo studioso, nel 1859 fu ordinato vescovo, ma dal 1871 si chiuse completamente nell’eremo Vyšenskaja.
Teofane ci ha lasciato un gran numero di scritti. Particolare importanza hanno le sue lettere come direttore di vita spirituale. In esse naturalmente si riflette lo spirito dell’autore. In esse l’edificazione si accompagna alla cordialità e anche all’umorismo.
Non siamo in grado di analizzare tutte le lettere scritte dai tre starec alle loro figlie spirituali monache. Perciò sulla base di singole raccomandazioni cercheremo di capire il tono generale, lo spirito della direzione che gli starec trasmettevano nelle loro lettere.