Amore: linfa vitale della riconciliazione

Non c’è un solo passo del vangelo dove Cristo ci insegni che dobbiamo odiare i nostri nemici; ci viene detto invece di amarli. Se però intendiamo prendere sul serio il comandamento di amare i nostri nemici, sarebbe di aiuto sapere che cosa Cristo intenda, e cosa no, per amore.

Dio non è quel che credi

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Per parlare di Dio siamo costretti a usare parole, immagini, rappresentazioni. Ogni religione, ogni credente ha le sue. Perfino quelli che non credono hanno un’idea di Dio. Ma Dio, nessuno l’ha mai visto. Non è una realtà del mondo che potrebbe essere oggetto di un sapere, scientifico o no. Non lo si trova né nell’infinitamente grande, ai limiti dell’universo, né nell’infinitamente piccolo, nel cuore degli atomi. Non si può descriverlo, non si può rappresentarselo, eppure bisogna usare delle parole per parlarne...

Come una pietra sfaccettata

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Povera, povera gente!
Non diresti cattiva, ma sempre di fretta:
mangiano pane – e più di prima hanno fame,
bevono vino – e ne diventano sobri.

Gesù e la peccatrice perdonata 2/2

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Incontro tenuto da Enzo Bianchi il 15 aprile 2015 sul tema “Gesù annuncia la misericordia”. La peccatrice in casa di Simone il fariseo (Lc 7,37-50)

Ragioni per credere

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[L’onnipotenza di Dio] si mostra nella pratica. È la capacità illimitata di esserci, di esser fedele a un mondo profondamente instabile, ingiusto, sospettoso, ribelle, e di stare dalla sua parte. È la capacità di far sempre nuovi tentativi per farcela a ogni costo, faticando e lottando contro il cuore umano.

Il suo volto e il tuo

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Non amiamo da lontano ma da vicinissimo, nella condivisione di una presenza comune. Si tocca, si sente. Amiamo la bellezza della presenza, e questa si manifesta nel corpo reale di chi amiamo. Esiste sì una vaga nozione di bellezza interiore, ma conduce solo a misere aporie: se è davvero interiore questa bellezza, non la si vede, e non serve a nulla; e se la si vede, allora è in parte esteriore e ci chiediamo perché qualificarla come interiore. La mia bellezza sei tu che me la fai vedere, e io ti faccio vedere la tua, i nostri volti l’uno verso l’altro ci rivelano a noi stessi. Senza incontrarti, come potrei incontrare me stesso? Come potrei perfino vedermi? Come potrei mai sapere che sono qui?

Resurrezione: l'immagine di Dio in noi

Dio, nel suo amore, ha sempre avuto un unico progetto per l’uomo, un progetto di vita beata. Creandolo a sua immagine, lo destinava all’immortalità, cioè alla partecipazione della sua vita eterna: così l’avevano compreso i padri della chiesa.

Tuttavia, nato dalla terra, l’uomo era sottomesso alla morte che assoggetta tutto ciò che comincia a essere; egli non poteva entrare in Dio se non a condizione di rinascere dall’alto (cf. Gv 3,3), se l’accettava liberamente. Come ci ha creati tutti in Cristo, per mezzo di lui e in vista di lui (cf. Col 1,16), così Dio ha deciso da sempre di strapparci alla morte e di aprirci un accesso fino a lui attraverso la resurrezione di Cristo, di cui aveva previsto che la perfetta obbedienza al suo disegno di amore avrebbe effuso la sua grazia sulla moltitudine degli uomini (cf. Rm 5,15.19).

Gesù e la peccatrice perdonata 1/2

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Incontro tenuto da Enzo Bianchi il 15 aprile 2015 sul tema “Gesù annuncia la misericordia”. La peccatrice in casa di Simone il fariseo (Lc 7,37-50)

Cercatori di pace

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La realtà suprema, colui che veramente è il Creatore e protettore dell’universo, si rivela negli scritti biblici come il Dio della pace. La pace non è qualcosa che l’essere umano possa raggiungere da solo, con le proprie decisioni e i propri atti. Rimane in definitiva un dono di Dio. Un dono però che, per essere dato, richiede un atteggiamento corrispondente da parte dell’uomo. In primo luogo bisogna che l’uomo stesso sia consapevole di quale sia la vera fonte della pace, con una relazione con Dio piena di fiducia, con la preghiera, il culto, la conformazione alla sua volontà. “Signore nostro Dio, donaci la pace” (cf. Is 26,12).