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Bose è una comunità di monaci e di monache appartenenti a chiese cristiane diverse che cercano Dio nell'obbedienza al Vangelo, nella comunione fraterna e nel celibato. Presente nella compagnia degli uomini si pone al loro servizio.


Vangelo della Domenica

Due bisogni, un’unica compassione

21 luglio 2024

XVI domenica nell’anno
Marco 6,30-34
di Sabino Chialà

Il luogo deserto in cui gli apostoli sono invitati a ritirarsi diventa così il luogo deserto in cui loro stessi dovranno dare da mangiare alle folle affamate: non vi è più opposizione tra le due dimensioni! E in quel deserto Gesù dispenserà un nutrimento che ricorda la manna con cui Dio aveva sfamato i figli d’Israele. Lì imbandirà un banchetto ben diverso da quello in cui appena prima Erode aveva fatto uccidere Giovanni il Battista: un banchetto di misericordia.

Ospitalità

“Siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie”. Settimana ecumenica per giovani

Da Lunedì 22 Luglio 2024 a Sabato 27 Luglio 2024

fratelli e sorelle di Bose

Una settimana per imparare a pregare. Le differenze e i tratti comuni delle diverse tradizioni cristiane ci insegneranno cosa significa pregare e ci forniranno molti spunti concreti su come coltivare la preghiera anche nel bel mezzo delle nostre vite frenetiche e disperse. Una proposta per i giovani (18-30 anni).

Per pregare con noi

Elia e tutti i santi profeti

20 luglio

Perché sei qui, Elia?
«Io ardo di passione
e tu sei tenerezza
misericordia e amore».

Lettera agli amici

Uno sguardo rinnovato

Lettera agli amici - Qiqajon di Bose n. 76 - Trasfigurazione 2024

“Fu trasfigurato davanti a loro” (Mt 17,2). La festa della Trasfigurazione ci pone davanti a questo evento di luce: l’uomo Gesù muta di aspetto al cospetto di tre suoi discepoli e la natura divina che lo abita risplende in tutta la sua pienezza di fronte a esseri umani creati a immagine e somiglianza di Dio. Così è lo sguardo stesso dei discepoli a essere trasfigurato, beneficiando di una luce nuova nella quale contemplare il Figlio dell’Uomo. Uno sguardo nuovo – quello di Pietro, Giacomo e Giovanni al Tabor e quello di ciascuno e ciascuna di noi quando lo alziamo verso il Signore trasfigurato – che abilita a un discernimento altro sulle realtà che ritroviamo ai piedi della montagna, nel nostro quotidiano pellegrinaggio verso la Gerusalemme celeste. Uno sguardo rinnovato e reso chiaroveggente dalla frequentazione della Legge e dei Profeti – presenti attraverso Mosè ed Elia – e dall’ascolto del Figlio amato, come chiede di fare la voce del Padre risuonata sul Tabor.