Condurre a Dio

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4 settembre 2026

Il brano evangelico odierno – particolarmente caro alla tradizione monastica sia orientale che occidentale – ritorna due volte ogni anno (alla II domenica di Quaresima e alla festa della Trasfigurazione) nella liturgia festiva e altre due volte in quella feriale: oggi per la memoria di san Mosè profeta e un’altra volta nello scorrere del tempo ordinario. Ogni volta, con il variare del contesto liturgico o dell’evangelista che narra l’episodio, ci invita a uno sguardo nuovo, rinnovato sull’insondabile mistero della divino-umanità di Cristo e sulla nostra chiamata alla sequela.

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Imparare l’arte del setacciare

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3 settembre 2026

“La contesa” che “nasce tra loro” (22,24), i discepoli, su “chi di loro fosse il maggiore” è “una rete tesa sul sentiero” (cf. Sal 140,6) introdotta “tra loro” dall’astuzia di Satana e svelata da Gesù che rivela loro chi veramente “ha potere” (22,25). Satana ha proprio questa astuzia di introdursi tra due o più persone per fare deviare dalla retta via come è successo fin dall’inizio con “il serpente che era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse…’Non morirete affatto!’” (Cfr. Gen 3,1.4) La menzogna è sdoganata come verità fin dalle origini delle relazioni umane e la Scrittura ne rivela la regia.

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Una strana accoglienza

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2 settembre 2026

Gesù entra in casa di un certo Simone, uno sconosciuto che solo più tardi diventerà uno dei suoi più grandi amici. La relazione tra i due inizia proprio ora, con una strana accoglienza. Gesù infatti entra in casa di Simone, invitato, possiamo immaginare, ma al posto di un banchetto di benvenuto gli viene servita una suocera malata.

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Sei venuto a rovinarci?

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1 settembre 2026

Gesù è un uomo libero e risoluto, che esce ed entra, passa da un villaggio all’altro come il vento che ristora e rende il cielo più nitido, frequenta la gente comune e i suoi luoghi di raduno. E nel luogo abituale della preghiera comunitaria, nella sinagoga di Cafarnao, in giorno di sabato, insegna con autorità, in greco exousía, un termine filosoficamente rilevante perché contiene il vocabolo ousía che significa “sostanza”, “ciò che sta sotto”.

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Gesù, buona notizia ai poveri

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31 agosto 2026

Luca legge Gesù come Messia nato da Spirito (Lc 1,35), Spirito disceso su di lui al tempo del battesimo (Lc 3,22), Spirito che lo conduce nel deserto e lo accompagna nelle prove (Lc 4,1), Spirito che lo fa ritornare in Galilea (Lc 4,14) ove “la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode” (Lc 4,14-15).

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Ascoltate oggi la sua voce!

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29 agosto 2026

La vicenda narrata in questo brano inizia a partire da una parola scomoda, simile a quella che ci sarà capitato di sentire almeno una volta nelle nostre vite: “Non ti è lecito…” (v. 18). Giovanni ricorda non solo ad Erode ma a tutti (cf. Lc 3,7-14) che essere uomini e donne significa riconoscersi creature limitate, soggette allo scacco e sostanzialmente impotenti. Un messaggio particolarmente indigesto per chi, come Erode, aveva a disposizione cortigiani pronti ad adularlo, ma che forse è antipatico anche per noi, soggetti come siamo al canto delle molte sirene che ci promettono orizzonti in cui ottenere tutto e subito.

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“Io ho scelto voi”

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28 agosto 2026

La memoria di Agostino di Ippona ci fa rileggere un brano dei discorsi di Gesù riferiti dal Vangelo secondo Giovanni nel contesto dell’ultima cena. Il parlare di Gesù qui si fa denso ed essenziale, il tono è quello intimo di un discorso testamentario. Ultime parole, consegna di una vita.

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