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Bose è una comunità di monaci e di monache appartenenti a chiese cristiane diverse che cercano Dio nell'obbedienza al Vangelo, nella comunione fraterna e nel celibato. Presente nella compagnia degli uomini si pone al loro servizio.


Fr. Enzo Bianchi

Catechismo e pena di morte

La Repubblica 14 ottobre 2017

La pena di morte “è in sé stessa contraria al vangelo”. Non sfuma le parole papa Francesco nell’affermare l’“inammissibilità” della pena capitale. Insolita è l’occasione, pregnante l’esempio e decisivo il criterio di fondo scelti da papa Francesco per quella che è ben più di una riflessione su come “custodire la dottrina” cristiana facendo al contempo “proseguire” il cammino della chiesa nella storia.

Commento al vangelo

“Restituite a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”

22 ottobre 2017

XXIX domenica del tempo Ordinario
Mt  22,15-21

di ENZO BIANCHI

Con questo famoso detto Gesù non voleva risolvere i nostri litigi e le nostre lotte politiche, perché ciò spetta alla nostra responsabilità che nasce da un discernimento che dobbiamo operare da noi stessi. Gesù non è stato e non ha voluto essere un Messia politico; e se ha confessato di essere Re, ha subito aggiunto di esserlo non come i re di questo mondo. Non è stato dunque un Cesare contro Cesare, ma ha rispettato e ha chiesto di rispettare l’autorità stabilita e di onorare i suoi diritti, in quanto autorità umana necessaria, sempre sottomessa alla complessità della realtà sociale e politica di un’epoca precisa. D’altra parte, restituire a Dio ciò che è di Dio significa rendergli un’umanità che non porta solo la sua immagine indelebile ma che si è fatta a lui rassomigliante: è il cammino dell’umanizzazione!

Per pregare con noi

S. Ignazio di Antiochia

17 ottobre, martire

Coloro che il roveto ardente ha conquistato, son radunati attorno a te nel Regno eterno, nella sete han cercato il tuo volto di luce, solo te han seguito, ora vivono in te.

Ospitalità

Giornate di riflessione: Confronti e Incontri

Dove va l'uomo contemporaneo? Tracce di cammino
29 ottobre 2017

Marc Augé, antropologo

Se la felicità continua a essere l’obiettivo della società contemporanea, è preferibile parlare di felicità al plurale che non prescinde mai dall’esistenza dell’altro. Mai senza l’altro. Mai senza l’uomo. Felice oggi è allora chi sente di riuscire ad affermare se stesso e la propria esistenza condividendola con l’altro.

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