La tavola, luogo di finzione o di comunione?

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28 agosto 2016

di ENZO BIANCHI

La festa si può vivere solo restando al proprio posto e non cercando di rubarlo agli altri. E ciò vale in qualsiasi comunità: stare al proprio posto senza ambire a posti più alti, senza cercare posti tenuti dagli altri, è difficile ma è secondo il pensiero del Signore, è evangelico e contribuisce alla vera costruzione della comunità. Gesù ci insegna inoltre a invitare alla nostra tavola quelli che non possono contraccambiare: se alla nostra tavola mancano i poveri, i malati, gli ultimi, si tratta di una tavola mondana, non secondo il Vangelo.

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“Lottate per entrare attraverso la porta stretta!”

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21 agosto 2016

di ENZO BIANCHI

Noi crediamo di essere nell’intimità con il Signore, assidui alla sua presenza, ascoltatori della sua Parola, nutriti dai sacramenti, ma domandiamoci se a questo corrisponde ciò che il Signore domanda come impegno, urgenza, amore verso gli altri. Se infatti non realizziamo il bene e la giustizia nella vita, nel comportamento, nelle relazioni con gli altri, allora anche i mezzi sacramentali saranno evidenziati da Gesù come un inganno che abbiamo vissuto… 

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Fuoco, immersione, divisione

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14 agosto 2016

di ENZO BIANCHI

Parole “dure”, quelle di Gesù contenute nel brano evangelico di questa domenica. Ma parole che vanno comprese in piena obbedienza a Gesù stesso, colui che le ha dette per averle vissute in prima persona, nel suo essere un uomo abitato da grande passione e desiderio bruciante per Dio e per il suo Regno.

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Trasfigurazione del Signore

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6 agosto 2016

Omelia della liturgia vigiliare

Siamo chiamati a esercitarci alla capacità di vedere l’umanità, come i tre discepoli l’hanno vista in Gesù: una “visione” di Dio, almeno per noi, una traccia di Dio. Essere uomini e donne destinatari della trasfigurazione significa anche essere capaci di mutare lo sguardo per vedere l’invisibile nel volto umano, e lì vedere Dio…

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“Non temere, piccolo gregge!”

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7 agosto 2016

di ENZO BIANCHI

Queste parole di Gesù dopo due millenni vengono ascoltate dai credenti in lui con commozione profonda e convinzione perseverante. Certo, per accoglierle e, di conseguenza, non temere ma gioire, bisogna essere davvero il piccolo gregge che segue Gesù fino alla fine. Non basta dirsi cristiani, ma per esserlo veramente occorre essere “poveri”, peccatori che desiderano conversione, uomini e donne che non confidano in se stessi ma sanno mettere la fede e la speranza in Gesù e nel suo Regno veniente.

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