“Venite alle nozze!”

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15 ottobre 2017

XXVIII domenica del tempo Ordinario
Mt  22,1-14

di ENZO BIANCHI

Di fronte alla chiamata che il Signore sempre rinnova, siamo pronti ad accedere al banchetto, senza dilazioni, o invece opponiamo alla parola del Signore molte ragioni personali, per non ascoltarla? E se partecipiamo al banchetto nuziale del Regno, vi andiamo mutando la veste del nostro comportamento, in una vera conversione, o invece finiamo per mentire con ipocrisia, entrando nell’alleanza con il Signore senza aver operato un reale cambiamento del nostro modo di vivere?

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“Restituite a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”

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22 ottobre 2017

XXIX domenica del tempo Ordinario
Mt  22,15-21

di ENZO BIANCHI

Con questo famoso detto Gesù non voleva risolvere i nostri litigi e le nostre lotte politiche, perché ciò spetta alla nostra responsabilità che nasce da un discernimento che dobbiamo operare da noi stessi. Gesù non è stato e non ha voluto essere un Messia politico; e se ha confessato di essere Re, ha subito aggiunto di esserlo non come i re di questo mondo. Non è stato dunque un Cesare contro Cesare, ma ha rispettato e ha chiesto di rispettare l’autorità stabilita e di onorare i suoi diritti, in quanto autorità umana necessaria, sempre sottomessa alla complessità della realtà sociale e politica di un’epoca precisa. D’altra parte, restituire a Dio ciò che è di Dio significa rendergli un’umanità che non porta solo la sua immagine indelebile ma che si è fatta a lui rassomigliante: è il cammino dell’umanizzazione!

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Il Figlio inviato nella vigna

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8 ottobre 2017

XXVII domenica del tempo Ordinario
di ENZO BIANCHI

Gesù racconta questa parabola alla vigilia della sua passione, proprio per quelli che la metteranno in pratica contro di lui, fino a rigettarlo fuori dalla città e a crocifiggerlo. Egli ha coscienza di essere il Figlio inviato dal Padre nella vigna di Israele, sa ciò che lo attende come fine della sua missione in questo mondo e non si sottrae a questa necessitas humana inscritta nella storia: in un mondo ingiusto, il giusto può solo essere rigettato fino a essere eliminato! Questa parabola risuona certamente come un giudizio di Dio: non però sul popolo d’Israele, ma su quei capi del popolo che hanno rigettato e condannato Gesù; allo stesso modo, anche sui capi della chiesa, delle chiese, tentati di sostituirsi al Signore, magari con il loro semplice stare al centro, sentendosi non servi dei servi, ma padroni.

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Misericordia non meritocrazia!

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24 settembre 2017

XXV domenica del tempo Ordinario
di ENZO BIANCHI

Gesù parla di gratuità, di una misericordia che non va meritata, ma accolta con gioia come amore riversato su tutti noi, tutti fratelli e sorelle, tutti figli e figlie amati da Dio. Di fronte a questo amore non ci sono privilegi da vantare, ma solo un dono da accogliere! E se cercassimo di andare a lui forti di nostri presunti meriti, non riusciremmo a conoscere il suo amore, sempre gratuito e mai meritato.

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“I peccatori manifesti e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio!”

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1 ottobre 2017

XXVI domenica del tempo Ordinario
di ENZO BIANCHI

Quelli che pubblicamente appaiono peccatori e sono da tutti ritenuti tali, sono preda della vergogna e sentono in loro il desiderio di cambiare vita, di convertirsi: desiderano uscire fuori dalla loro vita di peccato, che gli altri disprezzano e condannano. Gli uomini religiosi, invece, che appaiono osservanti ma hanno peccati nascosti, siccome tutti li venerano e tutti guardano a loro per il loro status, non vogliono assolutamente cambiare vita. Si sentono a posto e pensano di non avere bisogno di alcuna conversione: da questo nascono la loro ipocrisia, la loro rigidità, il loro giudicare e spiare gli altri, senza mai interrogarsi su di sé; sono sempre pronti ad assolversi, perché agli occhi della gente risultano giusti e addirittura esemplari…

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