Bous e la scuola del vero amore

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Avvenire, 11 luglio 200
di MAURIZIO SCHOEPFLIN
Gesù ci insegna che amare significa offrire se stessi, essere fedeli, crescere nell'unità rispettando le differenze. A ciascuno di questi volti dell'amore Bous dedica un capitolo del libro
© 2008 Edizioni Qiqajon
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Avvenire, 11 luglio 200
di MAURIZIO SCHOEPFLIN

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MICHEL-ROBERT BOUS
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Quando ascolto la Nona sinfonia di Beethoven mi colpisce sempre il fatto che l'inno alla gioia non irrompe all'improvviso. E preceduto da un lungo movimento nel quale il tema compare e prende forma lentamente, frammento dopo frammento, come per approcci successivi, un pò esitanti, prima di allargarsi in quel grido di trionfo». Con queste parole il frate domenicano francese Michel-Robert Bous, scomparso a novantuno anni nel 2000, conclude il suo volumetto che si presenta come un ausilio intelligente e prezioso per tutti coloro che desiderano incamminarsi sulla strada, impegnativa e entusiasmante, dell'amore. L'esempio della musica beethoveniana rende bene l'idea di ciò che padre Bous vuoi dire al lettore: le esperienze più alte e significative devono essere adeguatamente preparate e i risultati più belli e convincenti molto spesso sono il frutto di un'umile disponibilità ad apprendere e a costruire lentamente. Si legge nei libro: «Se amare fosse solo "fare l'amore", secondo l'espressione del linguaggio comune, allora sì, l'amore sarebbe alla portata di chiunque ... Basta l'istinto. Ma vivere nell'amore, vivere un amore è un'avventura completamente diversa. E in questo caso certamente bisogna imparare e imparare instancabilmente». Messa dunque da parte l'odierna cultura erotica, che Bous non esita a definire «di una miseria disarmante», è possibile cominciare un itinerario che, attraverso varie tappe, ci condurrà sino alla pienezza dell'amore che, come ha insegnato l'apostolo Giovanni, è Dio stesso: «Perciò annota l'autore mi è parso opportuno cercare di scrutare, se così ci si può esprimere, il cuore di Dio e di contemplare l'amore in Dio, fonte esemplare di ogni amore umano». E alla scuola di Gesù Cristo che l'uomo riceve la lezione decisiva sulla vera arte di amare, lezione che, una volta appresa, rende possibile la realizzazione dell'amore autentico per Dio e fra le persone. Gesù ci insegna che amare significa offrire se stessi, essere fedeli, crescere nell'unità rispettando le differenze. A ciascuno di questi volti dell'amore Bous dedica un capitolo del libro e in tal modo va a delineare l'immagine particolarmente suggestiva del programma che attende il discepolo che frequenta la scuola cristiana dell'agape. Il volume non abbonda di roboanti affermazioni teoriche: Padre Bous si dichiara incline al realismo e preferisce attenersi all'ambito esistenziale piuttosto che affidarsi alle speculazioni astratte. Egli fa sua la seguente bella espressione di André Malraux «L'amore non esiste, esistono soltanto gesti d'amore».

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