La professione di fede di Rowan Williams

© 2009 Edizioni Qiqajon
© 2009 Edizioni Qiqajon
JESUS, febbraio 2010
di PAOLO PEGORARO
Con humor garbato e linguaggio alla portata di tutti, Williams mette in crisi le troppe immagini di Dio «negative, spaventose, banali o le tre cose insieme». Un libro prezioso, dunque

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JESUS, febbraio 2010
di PAOLO PEGORARO

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ROWAN WILLIAMS
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Nelle nostre celebrazioni il credo viene recitato sbadatamente, filastrocca di formule misteriose che non ci interroga più. Eppure il Simbolo della fede racchiude secoli d'interazione tra pensiero, preghiera e azione: se vogliamo fare un paragone informatico, si potrebbe dire che il credo è come un file zip da decomprimere. Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury e primate della Comunione anglicana, offre in queste pagine un viaggio attraverso gli articoli del Simbolo in risposta alla «crisi di fiducia» che colpisce la nostra società. Tokens of trust è infatti il titolo originale del volume, che si può tradurre sia accentuando l'aspetto speculativo («{link_prodotto:id=897}») che quello esperienziale («Prove per fidarsi»). Williams predilige il secondo approccio, in quanto preliminare al primo: perchè solo quando ci fidiamo di qualcuno siamo ben disposti alle sue ragioni. Ma c'è pure un altro motivo, che l'arcivescovo sintetizza così: « È possibile giungere perfettamente al termine di una argomentazione a favore dell'esistenza di Dio e dire: "Che me ne importa?". Più difficile è leggere le lettere di Hetty Hillesum e dire: "Che ne importa?"»

È dunque l'esperienza integrale dei credenti - il loro sentire, le loro scelte di vita, la loro immaginazione, il loro rapporto con gli altri - a interpellare le coscienze, non il ramo divelto delle loro argomentazioni. Ecco allora che le pagine si affollano di citazioni raccolte da letterati, poeti, innografi e scrittori di tutte le confessioni cristiane chiamati al banco non per le loro virtù artistiche, ma nelle vesti di testimoni credibili, esperti nel penetrare e nel patire il mistero del mondo. Con humor garbato e linguaggio alla portata di tutti, Williams mette in crisi le troppe immagini di Dio «negative, spaventose, banali o le tre cose insieme». Un libro prezioso, dunque, caldamente raccomandato soprattutto a catechisti e insegnanti di religione.  

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