Ragioni per credere

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Testimoni, aprile 2010
di ANNA MARIA GELLINI
Il periodo prima di Pasqua, in cui i cristiani si preparano alla più grande celebrazione dell'anno, è un tempo adatto alla riflessione sui fondamenti della fede. È stato in vista di questo che Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury

 

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Testimoni, aprile 2010
di ANNA MARIA GELLINI

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ROWAN WILLIAMS
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Il periodo prima di Pasqua, in cui i cristiani si preparano alla più grande celebrazione dell'anno, è un tempo adatto alla riflessione sui fondamenti della fede. È stato in vista di questo che Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury, ha deciso di guidare alcuni incontri che potessero fornire qualche traccia sui grandi temi della fede.

Dave ha le radici più vere e profonde la fede cristiana? Nei primi secoli della Chiesa, per cercare di rispondere a questa domanda, sono nati i Simboli di fede: affermazioni essenziali del credo cristiano che ci rivelano in chi e in che cosa possiamo porre la nostra fiducia. Nel libro l'autore si interroga sulle implicazioni del credere, ponendosi in costante dialogo con la realtà del mondo di oggi e in continuo riferimento alla tradizione biblica. Dire "io credo" apre ciascuno di noi a una più grande realtà in cui possiamo riconoscerei al centro di un mistero di amore, che ci avvolge e ci guida a vivere alla luce di questa consapevolezza.

lo credo in Dio

 L'autore, Rowan Williams (1950) 104° arcivescovo di Canterbury dal 2002 e primate della Comunione Anglicana, propone in sei capitoli i passaggi più importanti per la fede cristiana attraverso la rilettura del Credo o simbolo apostolico. "lo credo in Dio, padre onnipotente" è l'inizio di una serie di dichiarazioni su cui ognuno può trovare un ancoraggio alla propria vita, un terreno solido, una casa vera. E partire da qui per andare incontro a un Dio che non esaurisce mai l'amore, la cui potenza si mostra nella sua pazienza e nella sua costante libertà di mettere qualcosa di nuovo nelle situazioni umane. Interessante è la riflessione sulla libertà di Dio e sulla libertà dell'uomo. Lo stesso Gesù dice che la gente è curata dalla fede in lui e quando non c'è fede, lui non può fare molto. La fiducia in Dio può guarirci, può unificarci con noi stessi e con il mondo, perché Dio può ancora prendere le nostre oscurità e guarirle e volgerle verso la luce, può fare dei nostri cuori e dei nostri corpi una vita piena di significato.

Luce da luce

 Se si sta dalla parte di Gesù, dice l'arcivescovo, "si può dire quel che dice Gesù; si può accedere a Dio come Padre senza passare attraverso una massa di complesse condizioni religiose o rituali". E così la relazione con Dio Padre non è solo quella "di un figlio con il genitore,ma piuttosto quella di una fiamma con un'altra fiamma da cui è stata accesa". È un'immagine cara ai primi cristiani: accendete una candela da un'altra e non diminuirete la prima fiamma mentre avrete una fiamma luminosa e calda quanto la prima. E quando nelle liturgie della veglia pasquale si accende un falò, lo si benedice e si accendono da esso le candele, ci sia dato di pensare alle prime parole di Dio nella Genesi: "Sia la luce!"
"In un mondo di scelte bloccate, e di svolte sbagliate, di racconti profondamente falsi su chi e cosa siamo", una visione di questo tipo, sostenuta da un amore che non ha nulla a vedere con i poveri amori umani, può trasformare veramente i nostri percorsi umani e cristiani.

In compagnia di Dio

Nel punto estremo di tutte le prove, di tutte le sofferenze e le lotte della storia umana, c'è Gesù. Alla fine, oltre la nostra storia, alla sua presenza, tutto e tutti saranno rivelati per ciò che sono e troveranno il loro giusto posto. "Dobbiamo dunque vivere - invita l'autore - in modo da essere sempre pronti a incontrare l'intera verità. Dobbiamo imparare a vivere ora, oggi, alla luce della verità di Cristo, cercando di condurre incessantemente noi stessi fuori dalle ombre in cui ci nascondiamo a Dio, a noi stessi e gli uni agli altri". Sarà così possibile trovare nuove ragioni per credere, in un costante mantenimento di relazioni e di crescita personale all'interno di una consegna reciproca delle nostre vite e di una reciproca accoglienza, avanzando così nella fede e nella fiducia fra di noi e in Dio. L'ultima parte del libro è un invito a credere in un Dio affidabile, impegnato senza riserve a favore di ciò che ha fatto e amato e con cui ha operato, credere in un Dio le cui azioni e intenzioni sono interamente indirizzate alla nostra crescita e al nostro benessere. È un invito per un cammino credibile, desiderabile e umano, in compagnia di Dio, abituandoci a poco a poco alla pienezza dell'amore, "espandendo i nostri polmoni perché si adattino a una nuova atmosfera", avvicinandoci sempre più alla verità: "non solo all'austerità della verità, ma anche al suo splendore e alla sua bellezza".

ANNA MARIA GELLINI 

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