Da portare con sè nello zaino


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /home/monast59/public_html/templates/yoo_moustache/styles/bose-home/layouts/article.php on line 44

© 2006 Edizioni Qiqajon
© 2006 Edizioni Qiqajon
provincia.torino.it, 26 luglio 2010
di EMMA DOVANO
Un testo da portare con sé quando si progetta un viaggio, per aiutare il pensiero sul suo significato, per rendercelo più importante, per non perderne nessuna tessera nell'ansia di arrivare, anzi

provincia.torino.it, 26 luglio 2010
di EMMA DOVANO 

RECENSIONI AI LIBRI E CD DI BOSE

 

vai al libro:
Sabino Chialà
{link_prodotto:id=412}

Le pagine di questo libro intorno al viaggio contengono testi poetici, di autori antichi e moderni su cui l'autore, monaco della Comunità di Bose, per amore personale ha riflettuto negli anni. Il testo è articolato in cinque capitoletti. Le tappe del viaggio: la partenza, l'idea di partire con l'euforia della meta e la 'forza di gravità paralizzante mai completamente vinta': mille ragioni per partire e mille per rimanere, quella che Pessoa chiama la 'paura ancestrale di allontanarsi e partire, il misterioso timore dell'Arrivo e del Nuovo che ci arriccia la pelle e ci tormenta'. Non solo: è anche l'inquietudine che genera il distacco che arresta e immobilizza e non si vorrebbe più andare.

E la riflessione che il viaggio sia la meta e non il percorrere, il camminare, quando priviamo il viaggio della sua prima parte, del suo inizio -e già dunque lo soffochiamo, negandogli 'il primo bene'. Qui Chialà riporta una piccola storia narrata da Chatwin in Le vie dei canti: "In Africa, un esploratore bianco ansioso di affrettare il suo viaggio pagò i portatori per una serie di marce forzate. Ma costoro, poco prima di giungere a destinazione, posarono i loro fagotti e non vollero più muoversi. Nulla valse a convincerli: (...) dissero che dovevano fermarsi per farsi raggiungere dalle loro anime".

Una parte del libro porta il pensiero sulle dimensioni, il modo di essere viaggiatori, il lasciarsi portare dai sensi e non solo dal desiderio di conoscenza, 'ogni distanza, direzione o fine mi appartiene, sono io. Il resto è la parte di me che chiamo il mondo esteriore' (di nuovo Pessoa in Una sola moltitudine); sulle forme, sul motivo, le sue ragioni. Poi le metafore, quelle più ricorrenti nella letteratura: il mare, spazio immenso aperto verso l'altrove, in perpetuo movimento, 'materia scivolosa che facilita lo scorrere', il vento, 'immateriale e impaziente', la luna.

Un testo da portare con sé quando si progetta un viaggio, per aiutare il pensiero sul suo significato, per rendercelo più importante, per non perderne nessuna tessera nell'ansia di arrivare, anzi.

di EMMA DOVANO 

(http://www.provincia.torino.it/editoria_locale/miscellanea/2010/parole_cammino.htm)