Il volto di Rouault

© 2010 Edizioni Qiqajon
© 2010 Edizioni Qiqajon
provincia.torino.it, 5 luglio 2010
di EMMA DOVANO
Chi ha studiato il catechismo, chissà quanti anni fa, sa rispondere alle domande che si trovano nell'indice del volume di Jean-Marie Ploux. Le risposte imparate a memoria erano chiare, piene di aggettivi superlativi

provincia.torino.it, 5 luglio 2010
di EMMA DOVANO 

RECENSIONI AI LIBRI E CD DI BOSE

 

vai al libro:
Jean-Marie Ploux
{link_prodotto:id=927}

 

Chi ha studiato il catechismo, chissà quanti anni fa, sa rispondere alle domande che si trovano nell'indice del volume di Jean-Marie Ploux. Le risposte imparate a memoria erano chiare, piene di aggettivi superlativi, che davano la sicurezza e l'autorevolezza di conoscere le basi della fede cattolica e anche l'infantile tranquillità di saper guardare la storia, la propria vita, i fatti del mondo. Poi la vita, dopo le lezioni di catechismo, ha macinato la sua parte, molti pensieri si sono sminuzzati e diventati cose indefinite e poi dubbi.

Chi ha abbandonato la fede ha pensato probabilmente che quel Dio lì era un 'Dio inutile'. 'Il mondo [senza] sembrava non andare avanti né meglio né peggio, si finì con il chiedersi se non fosse un'illusione', Dio, il Dio di Marx, inventato per la garanzia dell'ordine sociale a profitto dei ricchi, il Dio di Freud, creato per reggere gli insopportabili sensi di colpa personali di fronte al male e al malessere, il Dio di Nietzsche che 'induceva gli uomini a una vita mediocre nel fuggire la realtà di questo mondo con le sue gioie, le sue sofferenze, e anche le sue lotte necessarie' (p.17).

  • 1
  • 2