Quando la musica delle sfere...

7adbf57c386a2e23477b2ce7b5f36e27.jpg
la Sicilia, 2 ottobre 2010
di LEONARDO LODATO
"La cultura del canto è anche cultura del’essere e i monaci con il loro cantare e pregare devono corrispondere alla grandezza della Parola loro affidata, alla sua esigenza di vera bellezza

df895a112a71f1ed898cab1ca721d5cb.jpg674c2a8bb796c01719c363c1c8a90999.jpg07007ef6def77fc154931d9068d03350.jpg

RECENSIONI AI LIBRI E CD DI BOSE

la Sicilia, 2 ottobre 2010
di LEONARDO LODATO

"La bellezza nel suo più alto grado,
è nell’ambito della vista;
è anche nell’udito
- e segue gli accostamenti delle parole
- è poi anche nella musica,
e in ogni specie di musica persino;
e infatti, canti e ritmi sono belli…"

Plotino, Enneade I,6
 

Chissà se Benedetto XVI, in occasione della stesura del testo del discorso rivolto il 12 settembre del 2008 al mondo della cultura, durante l’incontro svoltosi al Collegio dei Bernardini, a Parigi, avesse pensato alle parole di Plotino. Più sì che no. Fatto sta che, parlando ad una platea che della vita e delle opere di San Bernardo ha fatto motivo della propria vita terrena, il Papa, affrontando le origini della teologia e delle radici della cultura europea, non ha potuto fare a meno di toccare l’argomento musica.

Un brano di quel discorso, in particolare, ha colpito la nostra attenzione: "…Per pregare in base alla parola di Dio il solo pronunciare non basta, esso richiede la musica. Due canti della liturgia cristiana derivano dai testi biblici che li pongono sulle labbra degli Angeli: il Gloria, che è cantato dagli Angeli alla nascita di Gesù, e il Sanctus, che secondo Isaia 6 è l’acclamazione dei Serafini che stanno nell’immediata vicinanza di Dio… In Benedetto, per la preghiera e per il canto dei monaci vale come regola determinante la parola del Salmo: Coram angelis psallam Tibi, Domine - davanti agli angeli voglio cantare a Te, Signore -. Qui si esprime la consapevolezza di cantare nella preghiera comunitaria in presenza di tutta la corte celeste e di essere quindi esposti al criterio supremo: di pregare e di cantare in maniera da potersi unire alla musica degli spiriti sublimi, che erano considerati gli autori del’armonia del cosmo, della musica delle sfere…".

E’ questo, con molta probabilità, lo spirito che ormai da quarant’anni spinge i monaci del Monastero di Bose, nella campagna biellese, guidato da p. Enzo Bianchi, a esprimere la propria fede attraverso i concerti "Vesperali" . Alcuni di questi canti, recentemente, sono stati raccolti in quattro Cd (Ed. Qiqajon - Distr. Egea Records) intitolati "Confessiamo la gloria di Dio", "Il giorno del Signore", "Ecco il Signore viene" e "Vieni Spirito Creatore". Meta di musicisti che si recano nel monastero per trovare momenti di pace e di meditazione, la Comunità di Bose ha fatto da apripista alla scoperta di quella "zona della dissimilitudine" che spinge l’uomo nel regio dissimilitudinis, parola platonica che Benedetto utilizzava per descrivere l’uomo che, creato a somiglianza di Dio, precipita in conseguenza del suo abbandono di Dio in una lontananza dallo stesso Creatore nella quale non lo rispecchia più e così diventa dissimile non solo da Dio, ma anche da se stesso, dal vero essere uomo.

"Tutto ciò - prosegue nel suo discorso Papa Benedetto XVI - per dimostrare che la cultura del canto è anche cultura del’essere e che i monaci con il loro cantare e pregare devono corrispondere alla grandezza della Parola loro affidata, alla sua esigenza di vera bellezza. Da questa esigenza intrinseca del parlare con Dio e del cantarlo con le parole donate da Lui stesso, è nata la grande musica occidentale". [...]

di LEONARDO LODATO

vai ai CD della collana

RECENSIONI AI LIBRI E CD DI BOSE