La Filocalia di Clément

© 2010 Edizioni Qiqajon
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Avvenire, 2 ottobre 2010
di GIORGIO DE SIMONE
Un'antologia, un vero e proprio livre de chevet dunque, tanto più opportuno e confacente in quanto, parola dello stesso Clément, «per i più oggi il cristianesimo è uno sconosciuto»

 

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Avvenire, 2 ottobre 2010

di GIORGIO DE SIMONE

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OLIVIER CLÉMENT
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© 2010 Edizioni Qiqajon

Una presentazione della fede cristiana attraverso i Padri della Chiesa, lascito del grande teologo ortodosso scomparso lo scorso anno.

Passare tra le grandi parole dei padri e non avere paura: questo il percorso scelto da Olivier Clément per una Nuova Filocalia, come dire una ritrovata bellezza del discorso cristiano. Percorso non facile, se non altro per il numero e la ricchezza dei testi, ma Clément (1923 -2009) è stato e resta un maestro, ricercatore incessante della spiritualità che dai primi secoli arriva a noi portandoci, con la parola e la resurrezione del Cristo il senso del vivere.

Nato nel sud della Francia in una famiglia atea e ateo egli stesso fino a trent'anni, è diventato un protagonista della letteratura e della teologia cristiana ortodossa di tutta la seconda metà del secolo scorso. Per questo viaggio la sua scelta è stata di procedere sotto la chiarificante scorta dei padri.

Che monaci, «grandi intelligenze illuminate dallo Spirito», oppure vescovi, pastori di chiese locali, predicatori della «notizia», trasmettono pensieri che ci prendono per come li sentiamo profondi e freschi, carichi di speranza e di fede. Siamo, con molti di loro, nei primi tempi del cristianesimo: nel secondo secolo con Clemente di Alessandria e Ireneo di Lione, nel terzo con Origene, Cipriano di Cartagine, nel quarto con Evagrio Potitico, Ilario di Poitiers, Giovanni Crisostomo e i grandi cappadoci Basilio Magno, Gregorio di Nissa, Gregorio di Nazianzo, nel quarto-quinto con Agostino, nel quinto-sesto con Dionigi l'Areopagita. Ma siamo, in ogni caso, con quella Chiesa antica per la quale l'uomo spirituale è già un risorto. E non a caso spiritualità della resurrezione Clément vuole che sia considerata quella che presiede a tutto il suo viaggio. («Perché la resurrezione comincia sin da ora. E la vita nella sua pienezza, la vita in definitiva capace di assimilare, di trasformare, di sorpassare la morte»). Partito alla ricerca di una «intelligenza del mistero» (titolo della prima parte), Clément esplora prima il «Dio nascosto, il Dio cosmico», quindi il «Dio uomo» e, via via, quel luogo per rinascere che è l'ekklesìa, quindi l'eucaristia, le pietre, gli uomini e i «superamenti»: delle passioni e dello stesso pensiero per giungere dov'è la gloria di Dio nascosta negli esseri, alle «frontiere dell'Inaccessibile». Mirabile viaggio, in definitiva, ma quante le difficoltà, le prove, i dubbi. E quanto aspro il combattimento. La preghiera, allora, questa «conversazione dell'intelletto con Dio», come dice Evagrio Pontico.

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